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Dicembre è un mese particolare. Appena arriva, il mondo comincia a muoversi più veloce: gli impegni raddoppiano, le richieste aumentano, le giornate sembrano più corte e il ritmo collettivo diventa più frenetico. Eppure, se ascolti il corpo, scopri che succede l’esatto contrario. La natura e la fisiologia rallentano e con queste anche l’energia interna, governata dall’Elemento Acqua che tende a scendere, calmarsi e raccogliersi. Nasce così un paradosso evidente: fuori tutto accelera, dentro tutto rallenta, ed è proprio in questo attrito che si genera la fatica tipica di questo periodo. Ci sentiamo più stanchi, più irritabili (a volte anche senza motivi particolari), più sensibili al freddo ;), più attratti da cibi caldi e morbidi. C’è chi avverte tensione lombare, chi dorme male, chi ha difficoltà a concentrarsi, chi si sente “svuotato”. Nessuno di questi segnali è casuale o emotivo: sono la manifestazione concreta di due ritmi che non stanno più viaggiando insieme. Rallentare per ritrovare l’ArmoniaSecondo la Medicina Tradizionale Cinese, l’inverno appartiene all’Elemento Acqua, l’energia più profonda e introspettiva del corpo. L’Acqua governa il riposo, la rigenerazione, l’Energia Primordiale, l’interiorizzazione e la capacità di ritirarsi per recuperare. È associata ai Reni e alla Vescica, sia come organi sia come movimento energetico. L’Acqua non accelera. non spinge, non si agita ma al contrario…discende, raccoglie, conserva. Quando fuori tutto si espande e corre, questo elemento ci chiede l’opposto: silenzio, calore, profondità, regolarità. Se ignoriamo queste “richieste” il corpo ce lo segnala immediatamente: tensione lombare, mancanza di energia al pomeriggio, fame nervosa, ipersensibilità e sonno disturbato. Non è il corpo che “cede” ma è il nostro sistema vitale che ci sta parlando. Nutrire e scaldare l’energia invernaleLa tradizione macrobiotica offre indicazioni preziose per sostenere l’energia dell’inverno. Ci suggerisce di prediligere cibi semplici, caldi, profondi come ad esempio:
Tutti alimenti che nutrono senza disperdere, riscaldano senza appesantire e aiutano il corpo ad adattarsi meglio al ritmo invernale. La suonoterapia come ponte tra il fare e l’EssereIl suono — soprattutto grave, lento e continuo — è un modo semplice e immediato per riportare coerenza interna in questo particolare periodo dell'anno. Le vibrazioni basse parlano la stessa lingua dell’Acqua: una lingua che calma, radica, stabilizza. Ecco una pratica molto semplice, perfetta da fare per tutto il mese:
Quando: sempre, ma se la pratichi tra le 17:00 e le 19:00 funziona anche meglio. In questa finestra di tempo, secondo il ciclo circadiano, l’orologio biologico interno che regola i ritmi del nostro corpo nell’arco delle 24 ore, l’energia dei Reni è al suo massimo e il corpo è naturalmente predisposto alla profondità. Perché funziona La vibrazione calma la mente, riduce la tensione lombare, stabilizza il ritmo interno e sostiene l’energia profonda dell’inverno. Per quanto tempo Fai questa pratica ogni giorno per 5–10 minuti durante tutto il mese di dicembre. Se ti va, fammi sapere nei commenti come è andata: mi farebbe molto piacere leggere la tua esperienza. Piccoli gesti quotidiani di Bene-EssereA volte bastano piccoli gesti, ripetuti con costanza e amore per se stessi, per riportare il corpo a un ritmo più sostenibile e la mente in uno spazio più quieto. Sono azioni semplici, quasi invisibili, ma proprio per questo riescono ad accompagnare le giornate senza aggiungere peso o impegno. Ecco quelli che, in questo mese, ti suggerisco per ritrovare un senso di Bene-Essere senza troppi sforzi.
Come attraversare dicembre senza stressDicembre non è un mese da “superare”, è un mese da accordare. Accordare l’interno con l’esterno…conciliare il tuo ritmo con quello del mondo intorno a te.
Quando concedi al corpo la lentezza che chiede, tutto il resto funziona meglio: mente, umore, sonno, digestione, energia. L’inverno è il tempo del riposo, del prendersi cura, del ritirarsi: ciò che conservi ora, ti sosterrà nei mesi che arriveranno.
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Ritmo e Trasformazione:come il suono ci guida nei cambiamenti interioriScopri come il ritmo e la vibrazione del suono possono diventare alleati nei momenti di trasformazione personale e crescita interiore. Il ritmo della trasformazione: non serve correre, serve risuonareViviamo in una società che corre. Ma la vera trasformazione interiore ha un altro ritmo. Il ritmo del respiro. Della natura. Della nostra energia. In questo articolo ti accompagno a riscoprire il valore del ritmo interiore come via per il cambiamento profondo. Perché sì, puoi evolvere, ma senza forzature. Basta ascoltare il suono giusto. Risonanza: il principio che trasforma senza sforzoIl concetto di risonanza non è solo poetico: è fisico. Quando una vibrazione entra in sintonia con il nostro campo energetico, ne amplifica il potenziale. Nel lavoro con le campane tibetane, i tamburi sciamanici, i diapason o la voce, il suono non aggiunge, ma risveglia qualcosa che c’è già. Il cambiamento non avviene per imposizione, ma per risintonizzazione. "Non spingere il fiume, scorre da solo." — Proverbio cinese -- Il cambiamento parte da dentro: frequenze e ciclicitàOgni trasformazione ha un tempo. Come nelle stagioni, anche nel corpo e nell’anima ci sono momenti di raccolta, attesa, rinascita. Ascoltare le frequenze giuste (come quelle dei bagni sonori o delle nostre meditazioni guidate) può aiutarti a:
Link utiliTamburo: scienza e cuore Come le Frequenze influenzano cellule, emozioni e mente Creare uno spazio sacro di Guarigione Medicina Vibrazionale, non per curare ma per prendersi cura By Laura Schmidt
Suonoterapeuta, Docente, Direttrice Didattica e Fondatrice dell'Accademia di Medicina Vibrazionale. Professionista disciplinata ai sensi della legge 4/2013 ✨ Se questo articolo ti è stato utile o ha risuonato dentro di te, ti invitiamo a condividerlo con chi potrebbe averne bisogno. Ci farebbe davvero piacere conoscere la tua opinione: lascia un commento qui sotto e raccontaci la tua esperienza o le tue riflessioni. Ogni parola, come ogni frequenza, può ispirare un cambiamento. Siamo una sinfonia di vibrazioniLa Medicina Vibrazionale parte da un principio semplice e profondo: tutto nell’universo è vibrazione. Ogni organo, tessuto, emozione e pensiero emette una frequenza specifica, come uno strumento all’interno di una grande orchestra interiore. Quando questa sinfonia è in armonia, ci sentiamo vitali, centrati, in equilibrio. Ma quando alcune frequenze si alterano, il corpo risponde con disagi, tensioni o disarmonie. La scienza delle frequenze: cellule e vibrazioneRicerche su yoga, meditazione e rilassamento mostrano che le tecniche vibrazionali possono modificare l’espressione genica e rallentare l’invecchiamento cellulare, come evidenziato nella riduzione del telomero shortening e nell’attivazione di geni legati al metabolismo e alla risposta allo stress. Negli ultimi anni, numerosi studi scientifici hanno dimostrato che le cellule rispondono ai campi elettromagnetici e che ogni struttura biologica ha un suo campo vibratorio. Questo campo può essere influenzato da frequenze esterne, sia benefiche che disturbanti. Alcuni esempi noti:
Studi sul frequency healing sottolineano l’effetto rigenerativo delle vibrazioni meccaniche a livello cellulare, utili per la riparazione tissutale. Nel campo dell’energy medicine, si sostiene che ogni cellula e organo possieda una frequenza di risonanza naturale, da ripristinare per promuovere l’“armonia biologica” Frequenze ed emozioni: quando il suono ci attraversaLe emozioni sono strettamente collegate alla nostra vibrazione energetica. Ogni stato emotivo corrisponde a una frequenza:
Secondo il concetto di campo energetico umano, emozioni come la gratitudine o la compassione aumentano la coerenza del campo elettromagnetico del cuore, favorendo equilibrio anche a livello mentale e fisiologico. Questo è misurabile attraverso tecnologie come l’HRV (variabilità della frequenza cardiaca). Uno stato di coerenza favorisce stabilità emotiva e chiarezza mentale. Uno studio su 1.8 milioni di sessioni HRV conferma che la coerenza cardiaca, intorno ai 0,10 Hz, corrisponde a maggiore equilibrio emotivo. Mente e onde cerebrali: la frequenza del pensieroIl cervello emette onde elettromagnetiche che variano a seconda dello stato mentale:
Tecniche come binaural beats e brainwave entrainment tendono a “guidare” le onde cerebrali verso uno stato specifico:
Discipline come la Suonoterapia o l’ascolto di toni binaurali possono guidare il cervello verso stati di maggiore equilibrio, favorendo:
Armonizzare corpo, mente e animaL'approccio dell'Accademia di Medicina Vibrazionale è applicare le Frequenze Armonizzanti attraverso l'utilizzo di:
L’obiettivo non è solo “curare un sintomo”, ma riportare il sistema energetico alla sua Frequenza Innata. In questo modo, corpo, emozioni e mente tornano a vibrare all’unisono, come un’orchestra che ha ritrovato l’accordatura perfetta. Conclusione: il futuro vibrazionale della saluteLa Medicina Vibrazionale, e la Suonoterapia, integrano ricerca scientifica, pratiche olistiche e strumenti testati per restituirci un equilibrio olistico (fisico, mentale, emotivo, energetico). Le frequenze non sono solo segnali: sono informazione e coscienza che si accordano. La Suonoterapia ci offre gli strumenti per rientrare in contatto con ciò che siamo davvero: energia in movimento, informazione che vibra, coscienza che si accorda al cuore. Vuoi saperne di più? 👉Scopri i nostri corsi professionali per Visita la sezione PerCorsi dell’Accademia Approfondimenti consigliati By Laura Schmidt
Suonoterapeuta, Docente, Direttrice Didattica e Fondatrice dell'Accademia di Medicina Vibrazionale. Professionista disciplinata ai sensi della legge 4/2013 ✨ Se questo articolo ti è stato utile o ha risuonato dentro di te, ti invitiamo a condividerlo con chi potrebbe averne bisogno. Ci farebbe davvero piacere conoscere la tua opinione: lascia un commento qui sotto e raccontaci la tua esperienza o le tue riflessioni. Ogni parola, come ogni frequenza, può ispirare un cambiamento. Scopri il potere del canto ispirato: una pratica che unisce voce, emozione e guarigione per nutrire l’anima e ritrovare equilibrio. Il Canto Ispirato: Un Ponte tra Materia e Spirito Il canto ha accompagnato l’umanità sin dalle sue origini, fungendo da potente strumento di espressione e comunicazione. Non si tratta semplicemente di emettere note melodiche; è un veicolo in grado di trasportare le emozioni più profonde verso il sublime, un'esperienza capace di elevare lo spirito. La forza del canto ispirato trascende il mero atto della vocalizzazione, trasformandosi in un ponte che connette l'umano con il trascendente. L'Universale Connubio tra Musica e Spiritualità Questo connubio tra musica e spiritualità è universale, presente in ogni angolo del mondo. Dalle antiche liturgie dei canti gregoriani alle melodie shamaniche che accompagnano i rituali di guarigione, la musica è sempre stata utilizzata come strumento di mediazione e celebrazione, un mezzo per entrare in contatto con il sacro. Ogni canto ha una storia da raccontare, un messaggio da trasmettere, e quando cantiamo diveniamo i portavoce di queste verità universali. Quando cantiamo dal profondo del cuore generiamo vibrazioni che risuonano con le frequenze universali. Ogni canto diventa una manifestazione del nostro anelito di connessione, un modo tangibile per chiedere supporto e guida, una preghiera sincera che non può essere ignorata. Immergersi nel canto ispirato vuol dire abbracciare un universo di possibilità. Ogni nota possiede il potere di risvegliare emozioni sopite, di farci ricordare chi siamo veramente e di guidarci nel profondo del nostro io interiore. I Benefici Terapeutici del Canto C’è qualcosa di profondamente terapeutico nel suono della voce umana; essa è in grado di esprimere ciò che spesso le parole non riescono a dire. Diversi studi scientifici hanno dimostrato gli effetti positivi del canto sulla salute mentale: riduce lo stress, allevia l’ansia e aumenta la sensazione di benessere, creando una sorta di catarsi che rinvigorisce l’anima. Il canto non è solo una forma d'arte, ma una vera e propria terapia per il corpo e la mente. La voce umana riflette lo stato fisico, emotivo e spirituale di una persona. Il Canto Ispirato rappresenta il ponte che permette una comunicazione non-verbale tra la materia e lo spirito, tra la parte razionale e la parte creativa, tra la mente conscia e la mente divina. Questo tipo di canto promuove un equilibrio interno che tonifica e calma il sistema nervoso, rivitalizza gli organi interni, vivifica il sistema ghiandolare endocrino e amplifica il campo elettromagnetico. Qui risiede il suo potere: in un’epoca di disconnessione e frenesia, il canto ci riporta a noi stessi, facilitando l’esplorazione delle nostre emozioni più nascoste. Il Magico Momento del Canto Ispirato Il Canto Ispirato può essere definito come quel magico momento in cui gli equilibri del corpo e dello spirito sono in armonia. Il chiaro e lo scuro della voce si palesano senza sforzo, e l'anima di chi ascolta si fonde con quella di chi “dà” canto. Questa connessione profonda è un’esperienza collettiva che trascende la dimensione individuale. Un'esperienza unica, in cui i partecipanti possono esplorare paesaggi interiori ricchi di simbolismi e significati profondi, accedendo a dimensioni dell'essere spesso inesplorate. Il Canto come Cura per l'Anima Il Canto Ispirato non è solo un'espressione artistica, ma una cura per lo Spirito. Ci invita a tornare a noi stessi, a riscoprire la nostra essenza e a riconnetterci con il mondo sottile. Nel canto ispirato c'è la vita, c'è l’amore, la guarigione. Questa esperienza rappresenta una vera e propria medicina per l’anima. La sua forza e potenza risiedono nella capacità di elevare, curare e connettere. Vivi un'Esperienza Unica Se desideri vivere un'esperienza unica e irripetibile, ti invitiamo a contattare Laura Schmidt per organizzare un incontro di gruppo di Canto Ispirato. Questo evento esclusivo è aperto a un massimo di 20 partecipanti, e può essere ospitato sia in spazi olistici che nel comfort della tua casa, coinvolgendo amici e parenti in un’atmosfera di armonica condivisione. L’incontro inizia con un momento dedicato alla meditazione per facilitare la connessione di Cuore tra i partecipanti e chi dà canto, e per collegarsi con quella forza potente e misteriosa, vista come la fonte della vita e dell’esistenza che tutto permea, penetra e circonda. Successivamente, Laura Schmidt si fa canale per un Canto Ispirato, un viaggio sonoro della durata di circa 45 minuti, dove la voce fluisce in sintonia con l’energia del gruppo, creando un ponte d’oro tra la materia e lo spirito. La Singolarità di ogni Incontro Ogni incontro è unico e irripetibile. Ogni volta, diversi partecipanti portano le loro storie, le loro emozioni e le loro vibrazioni, rendendo ogni esperienza un’occasione speciale e autentica. Non perdere quest’occasione: lasciati guidare verso una nuova dimensione di comunione e scoperta interiore! In Conclusione Il Canto Ispirato non è solo un’attività, ma un cammino verso la guarigione e la connessione autentica con noi stessi e gli altri. Non aspettare oltre: contatta Laura Schmidt e preparati a intraprendere un viaggio che potrebbe cambiare la tua vita e la tua percezione del mondo. Abbraccia l'opportunità di esplorare la bellezza del canto ispirato e lasciati trasportare dalla magia delle note che possono toccare l'invisibile e risvegliare l'anima. By Laura Schmidt
Suonoterapeuta, Docente, Direttrice Didattica e Fondatrice dell'Accademia di Medicina Vibrazionale. Professionista disciplinata ai sensi della legge 4/2013 Se hai trovato questo articolo interessante, apprezzeremmo molto se potessi condividerlo con i tuoi amici. Ci piacerebbe anche sentire il tuo feedback. Aiutaci scrivendo i tuoi pensieri e la tua esperienza nella finestra dei commenti sotto l'articolo. I requisiti necessari per diventare Operatore Olistico in Suonoterapia Negli ultimi anni, l’aumento delle problematiche legate allo stress ha reso sempre più rilevante la figura dell’operatore olistico in suonoterapia. Il professionista non si limita a trattare i sintomi, ma si dedica al recupero dell’equilibrio psico-fisico dell’individuo, promuovendo una visione olistica che abbraccia corpo, mente e spirito. Per diventare un operatore in questo campo, è fondamentale possedere specifiche competenze. Innanzitutto, una solida formazione nel campo delle tecniche sonore, come il lavoro con strumenti musicali, vocali e di meditazione. In aggiunta, è utile avere conoscenze in antropologia, psicologia e tecniche di rilassamento, permettendo così di comprendere a fondo le esigenze dei clienti. Non meno importante è lo sviluppo di abilità relazionali: un buon operatore deve saper ascoltare e creare un ambiente di fiducia. Inoltre, la pratica costante e la partecipazione a corsi di aggiornamento sono essenziali per affinare le proprie capacità. Se desideri scoprire di più su come intraprendere questa affascinante carriera, non perdere il nostro post: “Come diventare Operatore Olistico in Suonoterapia (prima parte)”. Cosa fa nello specifico un suonoterapista? Un suonoterapista svolge un ruolo fondamentale nel facilitare l'armonia psico-fisica dei propri clienti. In un ambiente rilassante, l'operatore inizia la sua attività ascoltando attentamente le esperienze e le difficoltà del cliente, identificando così le cause di disagio e disarmonia. Dopo questa prima analisi, seleziona le tecniche più adatte per stimolare il naturale processo di autoguarigione e crescita personale. Di cosa non si occupa? È importante sottolineare cosa non fa un operatore olistico sonoro-vibrazionale: non emette diagnosi, non cura malattie e non prescrive farmaci. La sua pratica non si sostituisce alla medicina tradizionale, ma la integra, offrendo un approccio complementare che promuove il benessere globale. Attraverso il suono e la vibrazione, contribuisce a risvegliare la consapevolezza di sé, creando uno spazio sicuro per la trasformazione e la guarigione interiore. Cosa dice la legge in proposito? In Italia, pur non essendo ancora stato istituito un albo specifico per gli operatori olistici sonori vibrazionali, la Legge numero 4 del 2013 fornisce un'importante cornice normativa. Questa legge consente agli operatori di iscriversi a un registro di categoria, a condizione che soddisfino determinati requisiti, ovvero un diploma di scuola superiore e un titolo in discipline olistiche e bionaturali. La professionalità è fondamentale: ciascun operatore dovrebbe dotarsi di un certificato che attesti le proprie competenze. Questo documento non solo aumenta la credibilità dell'operatore, ma rassicura anche i clienti, creando un ambiente di fiducia che contrasta con il fenomeno degli operatori improvvisati. Dopo aver completato il percorso formativo, l'operatore ha la libertà di decidere se iscriversi a un’associazione di categoria, un passo consigliabile per ottenere maggiore visibilità e tutele professionali, come una polizza di responsabilità civile. È obbligatorio aprire la partita iva o si può svolgere l’attività in prestazione occasionale? Nella pratica, si può svolgere l’attività sia come libero professionista che in collaborazione con centri olistici. Non è obbligatorio aprire una partita IVA, poiché è possibile offrire prestazioni occasionali. Avere uno studio privato è un requisito per diventare operatore olistico sonoro vibrazionale o si può lavorare in casa? Avere uno studio privato non è un requisito indispensabile per diventare operatore olistico. Infatti, è possibile praticare la professione comodamente da casa, creando un ambiente accogliente e personalizzato che favorisca il benessere dei propri clienti. È tenuto ad indossare un abbigliamento particolare? Non esiste un obbligo di abbigliamento specifico per gli operatori, ma è sempre meglio optare per un abbigliamento che rispecchi la professionalità del settore. L’iscrizione ad una associazione di categoria è un requisito per poter lavorare? L’iscrizione a un’associazione di categoria, come ad esempio Conacreis SIAF, CSEN, As.C.O.N., rappresenta spesso un passo fondamentale per chi desidera stabilire una carriera solida e riconosciuta in vari ambiti professionali. Tuttavia, nel caso dell’operatore olistico in suonoterapia questa iscrizione non è un requisito imprescindibile. Questo chiarimento è essenziale per chi si avvicina a questo affascinante mondo di lavoro. Le associazioni di categoria svolgono un ruolo cruciale nel tutelare gli interessi dei professionisti, offrendo servizi di consulenza e supporto burocratico. Tuttavia, il suonoterapista può anche intraprendere la sua carriera senza appartenere formalmente a nessuna di queste organizzazioni. Il diploma di operatore olistico in suonoterapia è valido a tutti gli effetti? Attualmente in Italia, non esiste un riconoscimento ufficiale della figura dell’operatore olistico dagli organi istituzionali. Ciò significa che il diploma rilasciato da enti di formazione come l’Accademia di Medicina Vibrazionale, pur essendo altamente formativo, non ha un valore legale riconosciuto dallo Stato. Questa mancanza di regolamentazione non deve però scoraggiare chi desidera intraprendere questa professione; l’importante è ricevere una formazione adeguata. Il Suonoterapista è un operatore sanitario? L’operatore olistico in suonoterapia non è un operatore sanitario, poiché non possiede una laurea in medicina. Tuttavia, un operatore sanitario può diventare un esperto in questo campo attraverso una formazione adeguata. Quali sono gli sbocchi professionali per un operatore olistico in Suonoterapia? Gli sbocchi professionali sono molteplici. È possibile lavorare in centri benessere, spa, hotel e palestre, sia come dipendente che come libero professionista. Inoltre, c’è sempre la possibilità di avviare una propria attività imprenditoriale in questo campo in crescita. Qual è il costo di una seduta di suonoterapia? Il costo di una seduta varia tipicamente da 40€ a 120€. Questo prezzo può variare in base all’esperienza dell’operatore e agli eventuali materiali utilizzati. Questi possono essere pregiati oli essenziali che serviranno a potenziare gli effetti del trattamento sonoro. Inoltre, incidono sul costo la professionalità e l’esperienza dell’operatore che esegue il trattamento, il luogo dove lo pratica e la durata della seduta stessa. Cosa dice la legge a proposito dell’operatore olistico in Suonoterapia? Negli ultimi anni, il contesto normativo che regola l'attività di operatore olistico in Italia ha subito significative trasformazioni, portando finalmente chiarezza in un settore fino a quel momento caratterizzato da incertezze e confusioni. Fino a qualche anno fa, chi intendeva aprire uno studio olistico si trovava spesso di fronte a ostacoli burocratici e a interpretazioni ambigue da parte degli organi di controllo. Tuttavia, il panorama è cambiato drasticamente nel gennaio 2013, anno in cui è stata approvata la Legge n. 4/2013 riguardante le Professioni Non Regolamentate. Questa legge è un pilastro fondamentale per chi desidera intraprendere la professione di operatore olistico, incluso l’operatore in suonoterapia. Essa stabilisce che gli operatori olistici possono esercitare la loro attività senza necessità di un'abilitazione specifica e senza l’iscrizione a un albo professionale. Tuttavia, è importante che ogni operatore contraddistingua la propria attività, inserendo nei documenti e nelle comunicazioni con i clienti un chiaro riferimento alla legge citata. Ad esempio, nel caso del biglietto da visita, una formula come "Operatore Olistico in Suonoterapia, Legge 14 gennaio 2013, n.4" è più che sufficiente per rispettare i requisiti normativi. Quali sono i codici Ateco e l’inquadramento fiscale di un operatore olistico sonoro vibrazionale? Per avviare questa attività, esistono due codici Ateco rilevanti: il 96.09.09, che comprende “Attività di servizi per la persona n.c.a. (non classificabili altrove)”, e il 96.04.10, ovvero “Servizi di Centri per il Benessere Fisico”. Tra questi, il codice 96.09.09 è il più frequentemente scelto dagli operatori olistici, consentendo loro di lavorare come liberi professionisti sia in centri benessere, spa e palestre, sia in modo autonomo. Cosa scrivere sul curriculum vitae? Un aspetto cruciale è la redazione del curriculum vitae per chi ha deciso di diventare operatore olistico in suonoterapia. È opportuno includere un elenco dettagliato delle discipline olistiche e/o bionaturali in cui ci si è formati, specificando le scuole o accademie frequentate. Questo non solo dimostra il proprio impegno nella formazione continua, ma offre anche una panoramica delle competenze pratiche acquisite. La presenza di attestati di formazione, insieme al monte ore dedicato, può fare la differenza nel mercato del lavoro, evidenziando la serietà e la professionalità dell’operatore. È possibile avviare un’attività in proprio? Infine, la possibilità di aprire un’attività come suonoterapista è assolutamente reale. Come libero professionista, è obbligatorio aprire una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate o con l’assistenza di un commercialista. Un aspetto interessante è che, nel caso in cui l’operatore non assuma dipendenti, non è necessaria la registrazione alla Camera di Commercio. In conclusione Oggi l’operatore olistico in suonoterapia ha a disposizione un quadro normativo favorevole per esercitare la propria professione, contribuendo così a diffondere pratiche di Bene-Essere e di terapie integrate. By Laura Schmidt
Suonoterapeuta, Docente, Direttrice Didattica e Fondatrice dell'Accademia di Medicina Vibrazionale. Professionista disciplinata ai sensi della legge 4/2013 Se hai trovato questo articolo interessante, apprezzeremmo molto se potessi condividerlo con i tuoi amici. Ci piacerebbe anche sentire il tuo feedback. Aiutaci scrivendo i tuoi pensieri e la tua esperienza nella finestra dei commenti sotto l'articolo. Quando si parla di trattamenti olistici, l’ambiente in cui si opera gioca un ruolo cruciale, spesso tanto quanto le tecniche utilizzate. L’atmosfera che creiamo durante le sessioni stabilisce il tono per la sicurezza, la trasformazione e la connessione. Per i professionisti, allestire uno spazio sacro non è semplicemente un rito, ma una parte essenziale del lavoro; è il modo in cui accogliamo le energie necessarie per cambiamenti profondi e invitiamo i clienti a entrare in un regno concepito specificamente per la loro guarigione. Ecco quindi alcune delle migliori pratiche che ogni professionista dovrebbe considerare per far vivere una magnifica esperienza di Bene-Essere. 1. Definisci la tua intenzione per lo spazio Comincia chiarendo lo scopo del tuo ambiente di lavoro. Ogni sessione inizia con un’intenzione, e lo stesso vale per lo spazio in cui si svolge. Chiediti: che tipo di energia desidero che questo luogo contenga? Pace, miglioramento, libertà, radicamento? Questa definizione iniziale è fondamentale poiché stabilisce le basi energetiche per tutto ciò che seguirà. 2. Scegli la posizione giusta La scelta del luogo fisico è altrettanto importante. Idealmente, il tuo spazio di lavoro dovrebbe essere un luogo tranquillo, lontano da distrazioni e rumori, in grado di garantire privacy ai tuoi clienti. Se lavori da casa, dedica una stanza esclusivamente al tuo lavoro. In caso contrario, visita eventuali spazi in affitto in diversi momenti della giornata per percepirne l’energia. Un buon ambiente accoglie i clienti dal loro arrivo, facilitando il loro rilassamento. 3. Elimina il superfluo e pulisci Il disordine può trattenere energia stagnante, rendendo difficile il flusso di energia curativa. Libera lo spazio da tutto ciò che non è necessario; più semplice è l’ambiente, migliore sarà l’apertura energetica. Una pulizia energetica attraverso salvia, palo santo, campane tibetane, diapason o semplicemente con una visualizzazione, può rinfrescare l’energia del luogo, permettendo a quella nuova e terapeutica di entrare. 4. Incorpora elementi della natura La natura possiede un’energia innata di calma e radicamento. Inserire elementi naturali—come piante, cristalli o piccole fontane—può trasmettere un senso di equilibrio. Cristalli come ametista, selenite e quarzo rosa sono particolarmente indicati per promuovere la calma e amplificare l’energia positiva e curativa. Anche una semplice pianta o una ciotola di fiori freschi aggiungono vita e vitalità all'ambiente. 5. Usa l'illuminazione per creare l'atmosfera giusta L’illuminazione può fare la differenza. La luce naturale è ideale, ma se non è disponibile, opta per luci soffuse e calde, facilmente regolabili in base alla sessione. Evita luci fluorescenti intense, che possono risultare troppo cliniche e ostacolare il rilassamento. Candele, lampade di sale o lampade dimmerabili possono contribuire a creare un'atmosfera delicata e accogliente. 6. Scegli i colori adatti I colori influenzano profondamente l'umore e l'energia dello spazio. Opta per toni terrosi, pastelli tenui o sfumature di blu e verde per un ambiente rilassante. Se la tua pratica coinvolge un intenso lavoro energetico, le sfumature di rosso o giallo ocra hanno un effetto stimolante, caldo e vitale. Assicurati che i colori rispecchino le intenzioni stabilite per lo spazio. 7. Crea un'esperienza sensoriale Un potente spazio sacro coinvolge tutti i sensi. Ecco come: - **Odore**: Utilizza oli essenziali in diffusione per generare atmosfere rilassanti o energizzanti. - **Suono**: Musica soft, suoni della natura o il tintinnio di campanelli creano un sottofondo armonioso. - **Tatto**: Coperte morbide e cuscini comfortevoli offrono sostegno, assicurando che i clienti si sentano accolti e supportati. 8. Tieni sotto controllo l'energia personale Come praticante, fai parte dell’energia dello spazio. Prima di ogni sessione, dedica del tempo a radicarti attraverso meditazione o respirazione profonda. Entra nello spazio con mente lucida e cuore aperto, pronto a sostenere i tuoi clienti. La tua presenza plasma l'ambiente; mantenere la tua energia è tanto importante quanto curare lo spazio in cui lavori. 9. Aggiungi oggetti significativi Oggetti personali o spirituali possono incrementare la sacralità dello spazio. Un altare con cristalli, piume o simboli che risuonano con te può fungere da punto focale per meditazione e impostazione delle intenzioni, amplificando l'energia. Ricorda di non sovraccaricare lo spazio; ogni oggetto dovrebbe avere un significato e uno scopo. 10. Richiama energia positiva All'inizio di ogni sessione, stabilisci un tono di benvenuto. Accendi una candela, recita una breve preghiera, oppure fai un respiro profondo per invitare energia positiva. I tuoi clienti entrano in uno spazio sacro, dove un sorriso caloroso e una presenza calma possono fare la differenza. Conclusione: il tuo spazio sacro è un’estensione della tua pratica Creare un ambiente sacro non riguarda solo l'estetica, ma l’allineamento tra il tuo spazio fisico e l'energia di guarigione che desideri promuovere. Che tu operi in uno studio, in casa o all’aperto, la cura e l'intenzione che metti nel tuo spazio saranno avvertite dai tuoi clienti. Adottare queste pratiche contribuirà notevolmente a gestire il tuo spazio da professionista. Ricorda, il tuo spazio sacro riflette il tuo impegno e ti permetterà di offrire e vivere un servizio esperienziale e significativo, sia per te che per i tuoi clienti. By Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente, Direttrice Didattica e Fondatrice dell'Accademia di Medicina Vibrazionale. Professionista disciplinata ai sensi della legge 4/2013 Se hai trovato questo articolo interessante, apprezzeremmo molto se potessi condividerlo con i tuoi amici. Ci piacerebbe anche sentire il tuo feedback. Aiutaci scrivendo i tuoi pensieri e la tua esperienza nella finestra dei commenti sotto l'articolo.
L'uso dei diapason in ambito di cura olistica è un metodo che si basa su frequenze sonore specifiche per il ripristino del benessere e rappresenta una frontiera interessante nell’ambito della medicina olistica. Integrandosi con le tecniche tradizionali come l’agopuntura e la digitopressione, questa pratica non solo offre un’alternativa alla medicina convenzionale, ma esprime anche una sintonia profonda con i principi della medicina vibrazionale. Meccanismi d'Azione Il principio fondamentale su cui si basa l’utilizzo dei diapason nella terapia è l’acustica vibrazionale. Quando un diapason viene attivato, produce onde sonore che influenzano i tessuti e i sistemi nervosi del corpo. Le frequenze, misurate in Hertz (Hz), penetrano nel corpo interagendo con meccanorecettori e propriocettori, favorendo un rilascio delle tensioni accumulate e indirizzando il sistema nervoso verso uno stato di rilassamento. L’attivazione di frequenze armonizzanti stimola i ritmi circadiani e le oscillazioni cerebrali, facilitando così il riequilibrio energetico. Integrazione con Agopuntura e Digitopressione L’agopuntura e la digitopressione, pratiche antiche che mirano a riequilibrare il Qi (Energia Vitale), si integrano perfettamente con la terapia del suono dei diapason. Queste terapie lavorano sui meridiani, i canali energetici del corpo, e l'utilizzo dei diapason può liberare blocchi energetici e migliorare il flusso del Qi. Ad esempio, l'applicazione di diapason ponderati direttamente sui punti di agopuntura aumenta notevolmente l'efficacia del trattamento. Applicazioni Terapeutiche I diapason trovano applicazione in una vasta gamma di disturbi, tra cui: - **Stress Cronico:** lo stress innesca il rilascio di cortisolo e adrenalina, portando a squilibri nel sistema nervoso. Le frequenze calmanti dei diapason aiutano a modulare queste risposte allo stress, proprio come il ruolo dell'agopuntura nel riequilibrare il flusso del Qi per alleviare lo stress. - **Dolore Cronico e Tensione Muscolare:** attraverso l’applicazione sui punti trigger, le vibrazioni dei diapason favoriscono il rilassamento muscolare. Per esempio in condizioni come fibromialgia e infiammazione articolare, i diapason applicati direttamente ai punti di agopuntura o alle aree sensibili aiutano a rilassare la tensione muscolare. - **Insonnia e Ansia:** è stato dimostrato che le frequenze sonore influenzano gli stati delle onde cerebrali. Ad esempio, usare i diapason per promuovere gli stati delle onde cerebrali Alfa (8-13 Hz) induce il rilassamento e facilita una migliore qualità del sonno. - **Disturbi Digestivi:** le vibrazioni dei diapason possono stimolare il nervo vago, che svolge un ruolo cruciale nella funzione digestiva. Per esempio stimolando determinati biopunti come ST-36 (biopunto del meridiano di Stomaco) noto per migliorare la salute gastrointestinale ma non solo. Infatti le indicazioni per l'uso di questo biopunto sono numerose, e i benefici dichiarati sono di grande rilievo. Storia e Sviluppo le origini dei diapason possono essere fatte risalire all'inizio del XVIII secolo, segnate dal lavoro di musicisti come John Shore e John Harrison. Inizialmente realizzati per l'accordatura e la calibrazione musicale, i diapason trovarono presto applicazioni al di là del regno della musica. Nel XIX secolo, i diapason acquisirono importanza nel campo della medicina. Medici, tra cui il Dr. Rene Laennec,medico e musicista francese. utilizzarono i diapason per diagnosticare problemi di udito e valutare la conduzione ossea. Le vibrazioni distintive dei diapason fornirono preziose informazioni sul funzionamento del sistema uditivo. Emerge la medicina vibrazionale: con l'avanzare del XX secolo, crebbe l'interesse per il potenziale terapeutico del suono. Pionieri come il Dr. Alfred Tomatis, medico e otorinolaringoiatra francese che sviluppò l' Audiopsicofonologia o metodo Tomatis, o il Dr. Randolph Stone, chiropratico, osteopata e naturopata austriaco-americano che ha fondato la Polarity Therapy, esplorarono l'impatto di frequenze specifiche sul corpo umano, gettando le basi per il concetto di "medicina vibrazionale". La seconda metà del XX secolo ha assistito a una rinascita dell'interesse per le modalità di terapie alternative, tra cui quella sonora. I diapason hanno trovato un nuovo ruolo come strumenti per promuovere l'equilibrio energetico e il benessere. I professionisti in campo olistico hanno così iniziato ad incorporare i diapason nelle loro sessioni. I Diapason utilizzati in Accademia In Accademia, dopo anni di studio e ricerche sul campo, si è privilegiato l’utilizzo di due set di diapason: - **Set di Diaspason pesati Ho (128 Hz in Tonificazione) e Sha (136.1 in Dispersione).** Ho viene usato in caso di Deficit energetico, Sha in caso di Eccesso energetico. Questo set viene utilizzato principalmente per il trattamento delle disarmonie a carico dell'apparato muscolo-scheletrico. - **Set di Diapason non pesati Armonious.** Questo set è composto da 8 Diapason che formano la scala di Do maggiore (da Do a Do) per la creazione degli intervalli musicali: consonanti (per tonificare), dissonanti (per disperdere). Il loro utilizzo è maggiormente indicato per trattare quadri di disarmonia della sfera psico-emozionale e/o energetica. **N.B**.: per attivare i diapason è vivamente suggerito l'uso di un attivatore in gomma, da tavolo e/o da gamba come quello in uso in Accademia, per non danneggiare i diapason (o le proprie ginocchia) ed evitare così eventuali alterazioni delle frequenze dei Diapason. Il più indicato per uso professionale è proprio quello da gamba perchè consente all'operatore di usare due diapason contemporaneamente e agevolmente durante il trattamento . Benefici - **Equilibrio del sistema nervoso**: i diapason aiutano a regolare il sistema nervoso autonomo, raggiungendo l'omeostasi. Proprio come l'agopuntura, che bilancia le energie Yin e Yang, le vibrazioni dei diapason aiutano a ricondurre, in tempi brevi, l'intero sistema di corpo-mente-spirito ad uno stato innato di armonia ed equilibrio. - **Riparazione cellulare**: la ricerca emergente sull'epigenetica suggerisce che le frequenze sonore possono influenzare l'espressione dei geni coinvolti nell'infiammazione e nello stress. - **Attivazione del Qi e purificazione dei meridiani**: da una prospettiva di Medicina Orientale, le vibrazioni specifiche della frequenza dei diapason stimolano i punti di agopuntura, i meridiani e i percorsi del Qi. Applicando i diapason su biopunti specifici, si migliora il flusso del Qi, in modo simile all’infissione degli aghi o della digitopressione. - **Riduzione del dolore**: applicando i diapason sui punti trigger o sulle aree sensibili, le micro-vibrazioni penetrano in profondità nei tessuti, favorendo il rilassamento muscolare e il sollievo dal dolore. Ciò è in linea con il metodo dell'agopuntura di agire sui punti Ashi per il trattamento del dolore muscoloscheletrico. Ashi è una esclamazione cinese che equivale al nostro “ahi”. Gli ashi sono "punti dolorosi" situati a volte lungo i Meridiani e corrispondenti sia a punti della tradizione, sia ad altri punti fuori dai tragitti energetici Applicazione pratica della Suonopuntura Vibrazionale (Metodo Accademia) - **Preparazione del cliente**: far sdraiare il cliente in una posizione comoda, creando un ambiente calmo e silenzioso per migliorare il rilassamento. - **Applicazione dei diapason**: a seconda della condizione, i diapason possono essere posizionati direttamente sul corpo, lungo le linee dei canali energetici (Meridiani), sui biopunti o sulle zone corrispondenti ai chakra. D'altra parte, possono anche essere utilizzati intorno al corpo, in questo caso scegliere i diapason non pesati, per eliminare i blocchi energetici del campo energetico generale, armonizzandolo. Conclusione L’integrazione della terapia con diapason nelle pratiche olistiche rappresenta un'opportunità unica per promuovere il benessere psicofisico. Attraverso il connubio di tecniche antiche e approcci scientifici, i professionisti possono sfruttare il potere delle vibrazioni per favorire l'armonia e la salute, sia per specifichi quadri patologici sia per in linea generale. La continua ricerca in questo campo promette di svelare ulteriori potenzialità curative degli strumenti sonoro-vibrazionali, rendendo la terapia con i diapason una componente fondamentale della medicina integrativa contemporanea. By Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente, Direttrice Didattica e Fondatrice dell'Accademia di Medicina Vibrazionale. Professionista disciplinata ai sensi della legge 4/2013 Se hai trovato questo articolo interessante, apprezzeremmo molto se potessi condividerlo con i tuoi amici. Ci piacerebbe anche sentire il tuo feedback. 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Il sound healing, o suonoterapia, è una pratica che sta guadagnando sempre più popolarità nel panorama del benessere olistico. Utilizzando vibrazioni sonore per promuovere l'equilibrio fisico, mentale ed emotivo, questa disciplina si articola in diverse modalità, tra cui i bagni sonori di gruppo e le sessioni individuali. Sebbene entrambe le forme condividano l’obiettivo di armonizzare l’energia e favorire il rilassamento, presentano differenze significative che meritano di essere esplorate. ### LE DIFFERENZE TRA BAGNI SONORI E SESSIONI INDIVIDUALI I **bagni sonori di gruppo** offrono un'esperienza collettiva in cui più partecipanti vengono immersi in un’atmosfera di vibrazioni condivise. Questo approccio crea un senso di connessione e unità, trasformando l'esperienza sonora in una sorta di cerimonia collettiva. Al contrario, le **sessioni individuali di sound healing** sono personalizzate per rispondere alle specifiche esigenze del singolo. Qui, il terapeuta ha l'opportunità di entrare in intimità con il cliente, adattando gli strumenti e le tecniche alle sue necessità particolari. ### CONTESTO E ATMOSFERA **Bagno Sonoro di Gruppo:** Questa esperienza avviene in un contesto collettivo, I partecipanti si sdraiano su tappetini o coperte, creando un'atmosfera di condivisione e connessione. La presenza di altre persone può amplificare l’energia del suono e creare un senso di comunità, permettendo un’esperienza condivisa dove ognuno può essere influenzato dal gruppo. **Sessioni Individuali di Sound Healing:** Le sessioni individuali, invece, sono personalizzate e si svolgono tipicamente in uno spazio intimo e privato. Qui il terapeuta può adattare ogni aspetto della sessione alle esigenze specifiche del singolo cliente. L’attenzione è completamente rivolta alla persona, favorendo un'esperienza più introspettiva e mirata. ### PERSONALIZZAZIONE DEL TRATTAMENTO **Bagno Sonoro di Gruppo:** In un bagno sonoro di gruppo, le pratiche e i suoni sono generalmente standardizzati, pensati per un pubblico ampio. Sebbene l’esperienza possa variare in base all’energia del gruppo, la personalizzazione è limitata. I partecipanti possono beneficiare delle vibrazioni del suono, ma non è possibile un intervento specifico sulle necessità individuali. **Sessioni Individuali di Sound Healing:** Le sessioni individuali consentono di approfondire le problematiche personali. Il terapeuta può utilizzare strumenti specifici e tecniche adatte al singolo utente, lavorando su aree particolarmente sensibili o bloccate. Questo approccio permette di affrontare questioni emotive, fisiche o spirituali in modo diretto e mirato. ### INTERAZIONE E FEEDBACK **Bagno Sonoro di Gruppo:** Nelle pratiche di gruppo, il feedback è spesso più generico. Alla fine della sessione, ci può essere un momento di condivisione, ma le interazioni rimangono relativamente superficiali. I partecipanti possono semplicemente esprimere come si sono sentiti senza un confronto dettagliato. **Sessioni Individuali di Sound Healing:** Al contrario, in una sessione individuale c’è un dialogo continuo tra il terapeuta e il cliente. Questo scambio permette di valutare anche in tempo reale gli effetti del trattamento, facilitando aggiustamenti e nuove direzioni durante la pratica. ### LE COMPETENZE DEL TERAPEUTA Ogni viaggio sonoro richiede non solo la scelta degli strumenti adeguati, ma anche una profonda conoscenza della musica, della psicologia e della psicoacustica. Il terapeuta deve possedere una sensibilità acuta e una buona capacità di ascolto, sia dell’altro sia di se stesso. È essenziale saper bilanciare le caratteristiche della musica, come ritmo, armonia e dissonanza, poiché questi elementi possono influenzare profondamente l’esperienza del partecipante. Un cattivo senso del ritmo, ad esempio, può interagire negativamente con il ritmo cardiaco e la salute complessiva dell’ascoltatore. Pertanto, anche chi non proviene da studi musicali dovrebbe familiarizzare con i fondamenti dell’esecuzione musicale. I suoni devono poter evocare belle melodie o, al contrario, riflessioni inquietanti, ma devono sempre mantenere una certa armonia per garantire un’esperienza terapeutica profonda. ### L'IMPORTANZA DELL'INTUIZIONE E DELLA PREPARAZIONE Nel contesto del sound healing, la vibrazione può liberare blocchi energetici, ma il terapeuta deve essere preparato a gestire ciò che emerge. La sua intuizione gioca un ruolo cruciale nel determinare quale metodo sia migliore per ciascun cliente. È fondamentale che il terapeuta non si limiti a "drenare" le problematiche emerse, ma che accompagni il cliente in un percorso di reale guarigione. Un’analogia efficace è quella della cura di una ferita: non basta incidere per liberare il pus, ma è necessario anche pulire e disinfettare per garantire una vera guarigione. ### CONCLUSIONE Il sound healing è una pratica ricca e complessa, ben oltre la semplice emissione di suoni. Richiede competenze musicali, empatia e una profonda comprensione delle dinamiche energetiche. È un campo in cui la vibrazione si fonde con la sensibilità umana, creando opportunità per il recupero e la crescita personale. Attraverso un’applicazione consapevole e informata, i terapeuti possono guidare le persone in un viaggio sonoro trasformativo, pronto a scoprire le potenzialità terapeutiche della musica e delle vibrazioni. Sia il bagno sonoro di gruppo che le sessioni individuali di sound healing offrono benefici unici e complementari. La scelta tra le due modalità dipende principalmente dalle preferenze personali e dagli obiettivi di benessere desiderati. Mentre il bagno sonoro offre un'esperienza comunitaria rigenerante, le sessioni individuali garantiscono un’attenzione personalizzata e profonda. In ogni caso, entrambe le pratiche rappresentano percorsi preziosi per il raggiungimento di un equilibrio interiore e di una maggiore consapevolezza. by Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente, Direttrice Didattica e Fondatrice dell'Accademia di Medicina Vibrazionale. Se hai trovato questo articolo interessante, apprezzeremmo molto se potessi condividerlo con i tuoi amici. Ci piacerebbe anche sentire il tuo feedback. Aiutaci scrivendo i tuoi pensieri e la tua esperienza nella finestra dei commenti sotto l'articolo.
Quante volte ci svegliamo pieni di buone intenzioni per la giornata, per poi guardarci indietro e renderci conto di non aver svolto molte delle attività che avevamo pianificato? A volte siamo semplicemente stati presi dalle cose essenziali, ma tante volte ci distraiamo stando tanto tempo a guardare i post sui social, o perdendoci nella visione dell’ennesima serie su Netflix, quando magari sappiamo benissimo che dobbiamo dedicarci ad un compito particolare (più o meno impegnativo) e passiamo le giornate ad evitarlo? Cos'è la procrastinazione? La procrastinazione è definita dalla Treccani come l’azione di rinviare qualcosa da un giorno ad un altro, dall’oggi al domani, allo scopo di guadagnare tempo o addirittura con l’intenzione di non fare quello che si dovrebbe. Lo studio è una vittima molto comune della procrastinazione. Potremmo decidere di iniziare a studiare, ma quando arriva il momento di impegnarci davvero, la gamma di scuse per evitarlo è ampia. Spesso scopriamo di aver urgente bisogno di comprare vestiti, cucinare un pasto elaborato, portare fuori il cane, telefonare a un amico o fare ricerche sul nostro albero genealogico. Cinque tecniche utili per superare la procrastinazione
Come pianificare in modo efficace. Inizia con il creare piccole abitudini facili in modo che i grandi compiti possano essere facilmente completati nel tempo. Per esempio la mia giornata è divisa in blocchi da 45 minuti. Ogni 45 minuti di lavoro senza interruzioni (per questo i compiti che richiedono una buona dose di concentrazione cerco di svolgerli la mattina prima delle 9), divagazioni mentali o altro, smetto di fare quello che sto facendo e vado a farmi una tisana, oppure faccio un pò di stretching, faccio qualche lavoro di pulizia o riordino in giro per casa. Insomma riposo la mente e metto in azione il corpo. In questo modo quando riprendo a lavorare mi sento rigenerata e pronta ad affrontare il prossimo blocco. Impostare gli orari per ogni attività aiuta tantissimo, altrimenti potresti scoprire che alla fine della giornata, alcune cose hanno preso molto più tempo del dovuto e altre attività rimangono incompiute. Darti un lasso di tempo realizzabile (riesci a trovare 25 minuti di tempo vero?) aiuta a superare la procrastinazione. Ti aiuta a mantenerti concentrato abbastanza a lungo da superare le naturali sensazioni di ansia al pensiero di svolgere un compito troppo lungo. A tal proposito, è stato scoperto che i percorsi neurali utilizzati dal cervello quando contempliamo ciò che dobbiamo fare sono gli stessi percorsi che registrano il dolore. Fare il lavoro piuttosto che pensarci supererà quei percorsi neurali e neutralizzerà il dolore. Utilizzare un timer per rispettare il tempo di lavoro (i blocchi) sia per le pause è di grandissimo aiuto, prova! Ricompense Non dimenticare le ricompense. Il nostro cervello ama le ricompense. Possono essere semplici, come darsi il permesso di guardare i social per qualche minuto dopo aver completato un blocco. Possono essere grandi, come un weekend da qualche parte o una maratona televisiva dopo aver terminato un grande compito. Qualsiasi cosa che possa rallegrarci, purché ci diamo la ricompensa dopo aver svolto il compito e non imbrogliamo prendendo la ricompensa troppo presto. E tu quali strategie usi per evitare la procrastinazione? by Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente e Direttrice Didattica, Fondatrice dell'Accademia. Professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 Ci piacerebbe conoscere la tua opinione in merito, ti va di lasciare un tuo commento?
Solitamente l'“intenzione” viene concepita come un atteggiamento di forte determinazione volta a conseguire a tutti i costi dei risultati prefissi con il duro lavoro e con un' infaticabile spinta a fare. L’intenzione, invece, in una sessione di Suonoterapia ha tutt’altro significato; ha a che fare con la "Non-Intenzione" e con il "Vuoto del Cuore". IL VUOTO DEL CUORE Il Vuoto del Cuore, nella filosofia Taoista, è una condizione di grazia e forza insieme. Il vuoto è la condizione necessaria perché le cose accadano, mentre il pieno è un ostacolo al libero fluire di cose ed eventi. Il Cuore è vuoto quando non si attacca alle cose, alle emozioni, alle aspettative. Il Vuoto del Cuore è uno stato di rilassamento, di concentrazione e di serenità che rende percettivo il suonoterapeuta e permette all’Energia Vitale (Qi) di fluire senza ostacoli emozionali e mentali. Il punto è di raggiungere il distacco ed entrare in uno stato di centratura e di calma. “Il cuore, come uno specchio, non accompagna le cose che vanno, non dà il benvenuto alle cose che arrivano; risponde, non conserva”. Zhuangzi, cap. 7 NON-FARE Il “non fare”, in suonoterapia, si traduce con la naturale tendenza al riequilibrio di ogni sistema, quando se ne dispone la condizione ideale. Non-fare significa infatti lasciar agire qualcosa di superiore. sottrarsi all’influenza del mentale che porta, per sua natura, ad attaccarsi ad un obiettivo, come può essere la rimozione di un sintomo o, peggio, la gratificazione dell’ego che deriva dalla possibilità di “guarire” l’altro. La presenza, l’ascolto e il rispetto verso la condizione di sofferenza dell’altro, sono gli atteggiamenti necessari per il non-giudizio e non avere aspettative di nessun tipo e grado, ma abbandonarsi con fiducia al processo di riequilibrio che sta avvenendo. L’Energia Vitale, infatti, ha un suo movimento intrinseco, naturale, e sa già dove andare e cosa fare. Noi non siamo i fautori di questo processo ma solo i “facilitatori”. Vale a dire che, possedendo i corretti strumenti interpretativi che la medicina vibrazionale offre per comprendere le cause del male-essere e perché si è generato, l’operatore utilizza le sue competenze per “guidare” la persona verso il proprio individuale processo di autoguarigone. Questo è il vero significato del “non fare’, che non significa non fare nulla per l’altro ma, piuttosto, è “fare senza fare”, offrire, cioè, al ricevente l'appoggio e quella comprensione, per guidarlo verso uno Stato Innato di Bene-Essere senza appropriarsi delle sue conquiste. ASSENZA DI INTENZIONE “Non fare” è interiorizzazione dell’agire, è assenza di intenzione. Significa mettersi a disposizione senza farsi carico di responsabilità non nostre. Significa anche non attaccarsi al risultato ma osservare l’altro e la sua condizione energetica con profonda partecipazione, ma, con altrettanto distacco; senza voler, in alcun modo, interferire con il processo di crescita e di auto guarigione dell’altro. Una guida ci porta da qualche parte: tutto il resto lo fa chi si affida alla guida. In una sessione di suonoterapia noi siamo le “guide”, siamo i facilitatori, tutto il resto lo fa il ricevente. Se l’altro sta meglio allora è giusto gioire cercando di eliminare il pensiero che siamo stati noi a farlo. Questo ci metterebbe in una posizione di fragilità dato che, se il ricevente non dovesse stare meglio, potremmo sentire di aver fallito. Cerchiamo di fare del nostro meglio ma senza l'attaccamento dell'Ego verso il risultato. by Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente e Direttrice Didattica, Fondatrice dell'Accademia. Professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi in merito. Ti va di lasciare un tuo commento?
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Laura Schmidt
Ho iniziato a studiare e ad approfondire diverse discipline tra le quali lo shiatsu, la medicina ayurvedica, la medicina cinese, la suonoterapia, la psicologia, la conoscenza del sistema dei chakra, lo studio comparato delle religioni e tutto ciò che mi aiutasse a comprendere meglio il funzionamento energetico-vibrazionale della vita, di me stessa, dell'altro e del perchè ci ammaliamo. Archivi
Dicembre 2025
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