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L'uso dei diapason in ambito di cura olistica è un metodo che si basa su frequenze sonore specifiche per il ripristino del benessere e rappresenta una frontiera interessante nell’ambito della medicina olistica. Integrandosi con le tecniche tradizionali come l’agopuntura e la digitopressione, questa pratica non solo offre un’alternativa alla medicina convenzionale, ma esprime anche una sintonia profonda con i principi della medicina vibrazionale. Meccanismi d'Azione Il principio fondamentale su cui si basa l’utilizzo dei diapason nella terapia è l’acustica vibrazionale. Quando un diapason viene attivato, produce onde sonore che influenzano i tessuti e i sistemi nervosi del corpo. Le frequenze, misurate in Hertz (Hz), penetrano nel corpo interagendo con meccanorecettori e propriocettori, favorendo un rilascio delle tensioni accumulate e indirizzando il sistema nervoso verso uno stato di rilassamento. L’attivazione di frequenze armonizzanti stimola i ritmi circadiani e le oscillazioni cerebrali, facilitando così il riequilibrio energetico. Integrazione con Agopuntura e Digitopressione L’agopuntura e la digitopressione, pratiche antiche che mirano a riequilibrare il Qi (Energia Vitale), si integrano perfettamente con la terapia del suono dei diapason. Queste terapie lavorano sui meridiani, i canali energetici del corpo, e l'utilizzo dei diapason può liberare blocchi energetici e migliorare il flusso del Qi. Ad esempio, l'applicazione di diapason ponderati direttamente sui punti di agopuntura aumenta notevolmente l'efficacia del trattamento. Applicazioni Terapeutiche I diapason trovano applicazione in una vasta gamma di disturbi, tra cui: - **Stress Cronico:** lo stress innesca il rilascio di cortisolo e adrenalina, portando a squilibri nel sistema nervoso. Le frequenze calmanti dei diapason aiutano a modulare queste risposte allo stress, proprio come il ruolo dell'agopuntura nel riequilibrare il flusso del Qi per alleviare lo stress. - **Dolore Cronico e Tensione Muscolare:** attraverso l’applicazione sui punti trigger, le vibrazioni dei diapason favoriscono il rilassamento muscolare. Per esempio in condizioni come fibromialgia e infiammazione articolare, i diapason applicati direttamente ai punti di agopuntura o alle aree sensibili aiutano a rilassare la tensione muscolare. - **Insonnia e Ansia:** è stato dimostrato che le frequenze sonore influenzano gli stati delle onde cerebrali. Ad esempio, usare i diapason per promuovere gli stati delle onde cerebrali Alfa (8-13 Hz) induce il rilassamento e facilita una migliore qualità del sonno. - **Disturbi Digestivi:** le vibrazioni dei diapason possono stimolare il nervo vago, che svolge un ruolo cruciale nella funzione digestiva. Per esempio stimolando determinati biopunti come ST-36 (biopunto del meridiano di Stomaco) noto per migliorare la salute gastrointestinale ma non solo. Infatti le indicazioni per l'uso di questo biopunto sono numerose, e i benefici dichiarati sono di grande rilievo. Storia e Sviluppo le origini dei diapason possono essere fatte risalire all'inizio del XVIII secolo, segnate dal lavoro di musicisti come John Shore e John Harrison. Inizialmente realizzati per l'accordatura e la calibrazione musicale, i diapason trovarono presto applicazioni al di là del regno della musica. Nel XIX secolo, i diapason acquisirono importanza nel campo della medicina. Medici, tra cui il Dr. Rene Laennec,medico e musicista francese. utilizzarono i diapason per diagnosticare problemi di udito e valutare la conduzione ossea. Le vibrazioni distintive dei diapason fornirono preziose informazioni sul funzionamento del sistema uditivo. Emerge la medicina vibrazionale: con l'avanzare del XX secolo, crebbe l'interesse per il potenziale terapeutico del suono. Pionieri come il Dr. Alfred Tomatis, medico e otorinolaringoiatra francese che sviluppò l' Audiopsicofonologia o metodo Tomatis, o il Dr. Randolph Stone, chiropratico, osteopata e naturopata austriaco-americano che ha fondato la Polarity Therapy, esplorarono l'impatto di frequenze specifiche sul corpo umano, gettando le basi per il concetto di "medicina vibrazionale". La seconda metà del XX secolo ha assistito a una rinascita dell'interesse per le modalità di terapie alternative, tra cui quella sonora. I diapason hanno trovato un nuovo ruolo come strumenti per promuovere l'equilibrio energetico e il benessere. I professionisti in campo olistico hanno così iniziato ad incorporare i diapason nelle loro sessioni. I Diapason utilizzati in Accademia In Accademia, dopo anni di studio e ricerche sul campo, si è privilegiato l’utilizzo di due set di diapason: - **Set di Diaspason pesati Ho (128 Hz in Tonificazione) e Sha (136.1 in Dispersione).** Ho viene usato in caso di Deficit energetico, Sha in caso di Eccesso energetico. Questo set viene utilizzato principalmente per il trattamento delle disarmonie a carico dell'apparato muscolo-scheletrico. - **Set di Diapason non pesati Armonious.** Questo set è composto da 8 Diapason che formano la scala di Do maggiore (da Do a Do) per la creazione degli intervalli musicali: consonanti (per tonificare), dissonanti (per disperdere). Il loro utilizzo è maggiormente indicato per trattare quadri di disarmonia della sfera psico-emozionale e/o energetica. **N.B**.: per attivare i diapason è vivamente suggerito l'uso di un attivatore in gomma, da tavolo e/o da gamba come quello in uso in Accademia, per non danneggiare i diapason (o le proprie ginocchia) ed evitare così eventuali alterazioni delle frequenze dei Diapason. Il più indicato per uso professionale è proprio quello da gamba perchè consente all'operatore di usare due diapason contemporaneamente e agevolmente durante il trattamento . Benefici - **Equilibrio del sistema nervoso**: i diapason aiutano a regolare il sistema nervoso autonomo, raggiungendo l'omeostasi. Proprio come l'agopuntura, che bilancia le energie Yin e Yang, le vibrazioni dei diapason aiutano a ricondurre, in tempi brevi, l'intero sistema di corpo-mente-spirito ad uno stato innato di armonia ed equilibrio. - **Riparazione cellulare**: la ricerca emergente sull'epigenetica suggerisce che le frequenze sonore possono influenzare l'espressione dei geni coinvolti nell'infiammazione e nello stress. - **Attivazione del Qi e purificazione dei meridiani**: da una prospettiva di Medicina Orientale, le vibrazioni specifiche della frequenza dei diapason stimolano i punti di agopuntura, i meridiani e i percorsi del Qi. Applicando i diapason su biopunti specifici, si migliora il flusso del Qi, in modo simile all’infissione degli aghi o della digitopressione. - **Riduzione del dolore**: applicando i diapason sui punti trigger o sulle aree sensibili, le micro-vibrazioni penetrano in profondità nei tessuti, favorendo il rilassamento muscolare e il sollievo dal dolore. Ciò è in linea con il metodo dell'agopuntura di agire sui punti Ashi per il trattamento del dolore muscoloscheletrico. Ashi è una esclamazione cinese che equivale al nostro “ahi”. Gli ashi sono "punti dolorosi" situati a volte lungo i Meridiani e corrispondenti sia a punti della tradizione, sia ad altri punti fuori dai tragitti energetici Applicazione pratica della Suonopuntura Vibrazionale (Metodo Accademia) - **Preparazione del cliente**: far sdraiare il cliente in una posizione comoda, creando un ambiente calmo e silenzioso per migliorare il rilassamento. - **Applicazione dei diapason**: a seconda della condizione, i diapason possono essere posizionati direttamente sul corpo, lungo le linee dei canali energetici (Meridiani), sui biopunti o sulle zone corrispondenti ai chakra. D'altra parte, possono anche essere utilizzati intorno al corpo, in questo caso scegliere i diapason non pesati, per eliminare i blocchi energetici del campo energetico generale, armonizzandolo. Conclusione L’integrazione della terapia con diapason nelle pratiche olistiche rappresenta un'opportunità unica per promuovere il benessere psicofisico. Attraverso il connubio di tecniche antiche e approcci scientifici, i professionisti possono sfruttare il potere delle vibrazioni per favorire l'armonia e la salute, sia per specifichi quadri patologici sia per in linea generale. La continua ricerca in questo campo promette di svelare ulteriori potenzialità curative degli strumenti sonoro-vibrazionali, rendendo la terapia con i diapason una componente fondamentale della medicina integrativa contemporanea. By Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente, Direttrice Didattica e Fondatrice dell'Accademia di Medicina Vibrazionale. Professionista disciplinata ai sensi della legge 4/2013 Se hai trovato questo articolo interessante, apprezzeremmo molto se potessi condividerlo con i tuoi amici. Ci piacerebbe anche sentire il tuo feedback. 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Il sound healing, o suonoterapia, è una pratica che sta guadagnando sempre più popolarità nel panorama del benessere olistico. Utilizzando vibrazioni sonore per promuovere l'equilibrio fisico, mentale ed emotivo, questa disciplina si articola in diverse modalità, tra cui i bagni sonori di gruppo e le sessioni individuali. Sebbene entrambe le forme condividano l’obiettivo di armonizzare l’energia e favorire il rilassamento, presentano differenze significative che meritano di essere esplorate. ### LE DIFFERENZE TRA BAGNI SONORI E SESSIONI INDIVIDUALI I **bagni sonori di gruppo** offrono un'esperienza collettiva in cui più partecipanti vengono immersi in un’atmosfera di vibrazioni condivise. Questo approccio crea un senso di connessione e unità, trasformando l'esperienza sonora in una sorta di cerimonia collettiva. Al contrario, le **sessioni individuali di sound healing** sono personalizzate per rispondere alle specifiche esigenze del singolo. Qui, il terapeuta ha l'opportunità di entrare in intimità con il cliente, adattando gli strumenti e le tecniche alle sue necessità particolari. ### CONTESTO E ATMOSFERA **Bagno Sonoro di Gruppo:** Questa esperienza avviene in un contesto collettivo, I partecipanti si sdraiano su tappetini o coperte, creando un'atmosfera di condivisione e connessione. La presenza di altre persone può amplificare l’energia del suono e creare un senso di comunità, permettendo un’esperienza condivisa dove ognuno può essere influenzato dal gruppo. **Sessioni Individuali di Sound Healing:** Le sessioni individuali, invece, sono personalizzate e si svolgono tipicamente in uno spazio intimo e privato. Qui il terapeuta può adattare ogni aspetto della sessione alle esigenze specifiche del singolo cliente. L’attenzione è completamente rivolta alla persona, favorendo un'esperienza più introspettiva e mirata. ### PERSONALIZZAZIONE DEL TRATTAMENTO **Bagno Sonoro di Gruppo:** In un bagno sonoro di gruppo, le pratiche e i suoni sono generalmente standardizzati, pensati per un pubblico ampio. Sebbene l’esperienza possa variare in base all’energia del gruppo, la personalizzazione è limitata. I partecipanti possono beneficiare delle vibrazioni del suono, ma non è possibile un intervento specifico sulle necessità individuali. **Sessioni Individuali di Sound Healing:** Le sessioni individuali consentono di approfondire le problematiche personali. Il terapeuta può utilizzare strumenti specifici e tecniche adatte al singolo utente, lavorando su aree particolarmente sensibili o bloccate. Questo approccio permette di affrontare questioni emotive, fisiche o spirituali in modo diretto e mirato. ### INTERAZIONE E FEEDBACK **Bagno Sonoro di Gruppo:** Nelle pratiche di gruppo, il feedback è spesso più generico. Alla fine della sessione, ci può essere un momento di condivisione, ma le interazioni rimangono relativamente superficiali. I partecipanti possono semplicemente esprimere come si sono sentiti senza un confronto dettagliato. **Sessioni Individuali di Sound Healing:** Al contrario, in una sessione individuale c’è un dialogo continuo tra il terapeuta e il cliente. Questo scambio permette di valutare anche in tempo reale gli effetti del trattamento, facilitando aggiustamenti e nuove direzioni durante la pratica. ### LE COMPETENZE DEL TERAPEUTA Ogni viaggio sonoro richiede non solo la scelta degli strumenti adeguati, ma anche una profonda conoscenza della musica, della psicologia e della psicoacustica. Il terapeuta deve possedere una sensibilità acuta e una buona capacità di ascolto, sia dell’altro sia di se stesso. È essenziale saper bilanciare le caratteristiche della musica, come ritmo, armonia e dissonanza, poiché questi elementi possono influenzare profondamente l’esperienza del partecipante. Un cattivo senso del ritmo, ad esempio, può interagire negativamente con il ritmo cardiaco e la salute complessiva dell’ascoltatore. Pertanto, anche chi non proviene da studi musicali dovrebbe familiarizzare con i fondamenti dell’esecuzione musicale. I suoni devono poter evocare belle melodie o, al contrario, riflessioni inquietanti, ma devono sempre mantenere una certa armonia per garantire un’esperienza terapeutica profonda. ### L'IMPORTANZA DELL'INTUIZIONE E DELLA PREPARAZIONE Nel contesto del sound healing, la vibrazione può liberare blocchi energetici, ma il terapeuta deve essere preparato a gestire ciò che emerge. La sua intuizione gioca un ruolo cruciale nel determinare quale metodo sia migliore per ciascun cliente. È fondamentale che il terapeuta non si limiti a "drenare" le problematiche emerse, ma che accompagni il cliente in un percorso di reale guarigione. Un’analogia efficace è quella della cura di una ferita: non basta incidere per liberare il pus, ma è necessario anche pulire e disinfettare per garantire una vera guarigione. ### CONCLUSIONE Il sound healing è una pratica ricca e complessa, ben oltre la semplice emissione di suoni. Richiede competenze musicali, empatia e una profonda comprensione delle dinamiche energetiche. È un campo in cui la vibrazione si fonde con la sensibilità umana, creando opportunità per il recupero e la crescita personale. Attraverso un’applicazione consapevole e informata, i terapeuti possono guidare le persone in un viaggio sonoro trasformativo, pronto a scoprire le potenzialità terapeutiche della musica e delle vibrazioni. Sia il bagno sonoro di gruppo che le sessioni individuali di sound healing offrono benefici unici e complementari. La scelta tra le due modalità dipende principalmente dalle preferenze personali e dagli obiettivi di benessere desiderati. Mentre il bagno sonoro offre un'esperienza comunitaria rigenerante, le sessioni individuali garantiscono un’attenzione personalizzata e profonda. In ogni caso, entrambe le pratiche rappresentano percorsi preziosi per il raggiungimento di un equilibrio interiore e di una maggiore consapevolezza. by Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente, Direttrice Didattica e Fondatrice dell'Accademia di Medicina Vibrazionale. Se hai trovato questo articolo interessante, apprezzeremmo molto se potessi condividerlo con i tuoi amici. Ci piacerebbe anche sentire il tuo feedback. Aiutaci scrivendo i tuoi pensieri e la tua esperienza nella finestra dei commenti sotto l'articolo.
Quante volte ci svegliamo pieni di buone intenzioni per la giornata, per poi guardarci indietro e renderci conto di non aver svolto molte delle attività che avevamo pianificato? A volte siamo semplicemente stati presi dalle cose essenziali, ma tante volte ci distraiamo stando tanto tempo a guardare i post sui social, o perdendoci nella visione dell’ennesima serie su Netflix, quando magari sappiamo benissimo che dobbiamo dedicarci ad un compito particolare (più o meno impegnativo) e passiamo le giornate ad evitarlo? Cos'è la procrastinazione? La procrastinazione è definita dalla Treccani come l’azione di rinviare qualcosa da un giorno ad un altro, dall’oggi al domani, allo scopo di guadagnare tempo o addirittura con l’intenzione di non fare quello che si dovrebbe. Lo studio è una vittima molto comune della procrastinazione. Potremmo decidere di iniziare a studiare, ma quando arriva il momento di impegnarci davvero, la gamma di scuse per evitarlo è ampia. Spesso scopriamo di aver urgente bisogno di comprare vestiti, cucinare un pasto elaborato, portare fuori il cane, telefonare a un amico o fare ricerche sul nostro albero genealogico. Cinque tecniche utili per superare la procrastinazione
Come pianificare in modo efficace. Inizia con il creare piccole abitudini facili in modo che i grandi compiti possano essere facilmente completati nel tempo. Per esempio la mia giornata è divisa in blocchi da 45 minuti. Ogni 45 minuti di lavoro senza interruzioni (per questo i compiti che richiedono una buona dose di concentrazione cerco di svolgerli la mattina prima delle 9), divagazioni mentali o altro, smetto di fare quello che sto facendo e vado a farmi una tisana, oppure faccio un pò di stretching, faccio qualche lavoro di pulizia o riordino in giro per casa. Insomma riposo la mente e metto in azione il corpo. In questo modo quando riprendo a lavorare mi sento rigenerata e pronta ad affrontare il prossimo blocco. Impostare gli orari per ogni attività aiuta tantissimo, altrimenti potresti scoprire che alla fine della giornata, alcune cose hanno preso molto più tempo del dovuto e altre attività rimangono incompiute. Darti un lasso di tempo realizzabile (riesci a trovare 25 minuti di tempo vero?) aiuta a superare la procrastinazione. Ti aiuta a mantenerti concentrato abbastanza a lungo da superare le naturali sensazioni di ansia al pensiero di svolgere un compito troppo lungo. A tal proposito, è stato scoperto che i percorsi neurali utilizzati dal cervello quando contempliamo ciò che dobbiamo fare sono gli stessi percorsi che registrano il dolore. Fare il lavoro piuttosto che pensarci supererà quei percorsi neurali e neutralizzerà il dolore. Utilizzare un timer per rispettare il tempo di lavoro (i blocchi) sia per le pause è di grandissimo aiuto, prova! Ricompense Non dimenticare le ricompense. Il nostro cervello ama le ricompense. Possono essere semplici, come darsi il permesso di guardare i social per qualche minuto dopo aver completato un blocco. Possono essere grandi, come un weekend da qualche parte o una maratona televisiva dopo aver terminato un grande compito. Qualsiasi cosa che possa rallegrarci, purché ci diamo la ricompensa dopo aver svolto il compito e non imbrogliamo prendendo la ricompensa troppo presto. E tu quali strategie usi per evitare la procrastinazione? by Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente e Direttrice Didattica, Fondatrice dell'Accademia. Professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 Ci piacerebbe conoscere la tua opinione in merito, ti va di lasciare un tuo commento?
Solitamente l'“intenzione” viene concepita come un atteggiamento di forte determinazione volta a conseguire a tutti i costi dei risultati prefissi con il duro lavoro e con un' infaticabile spinta a fare. L’intenzione, invece, in una sessione di Suonoterapia ha tutt’altro significato; ha a che fare con la "Non-Intenzione" e con il "Vuoto del Cuore". IL VUOTO DEL CUORE Il Vuoto del Cuore, nella filosofia Taoista, è una condizione di grazia e forza insieme. Il vuoto è la condizione necessaria perché le cose accadano, mentre il pieno è un ostacolo al libero fluire di cose ed eventi. Il Cuore è vuoto quando non si attacca alle cose, alle emozioni, alle aspettative. Il Vuoto del Cuore è uno stato di rilassamento, di concentrazione e di serenità che rende percettivo il suonoterapeuta e permette all’Energia Vitale (Qi) di fluire senza ostacoli emozionali e mentali. Il punto è di raggiungere il distacco ed entrare in uno stato di centratura e di calma. “Il cuore, come uno specchio, non accompagna le cose che vanno, non dà il benvenuto alle cose che arrivano; risponde, non conserva”. Zhuangzi, cap. 7 NON-FARE Il “non fare”, in suonoterapia, si traduce con la naturale tendenza al riequilibrio di ogni sistema, quando se ne dispone la condizione ideale. Non-fare significa infatti lasciar agire qualcosa di superiore. sottrarsi all’influenza del mentale che porta, per sua natura, ad attaccarsi ad un obiettivo, come può essere la rimozione di un sintomo o, peggio, la gratificazione dell’ego che deriva dalla possibilità di “guarire” l’altro. La presenza, l’ascolto e il rispetto verso la condizione di sofferenza dell’altro, sono gli atteggiamenti necessari per il non-giudizio e non avere aspettative di nessun tipo e grado, ma abbandonarsi con fiducia al processo di riequilibrio che sta avvenendo. L’Energia Vitale, infatti, ha un suo movimento intrinseco, naturale, e sa già dove andare e cosa fare. Noi non siamo i fautori di questo processo ma solo i “facilitatori”. Vale a dire che, possedendo i corretti strumenti interpretativi che la medicina vibrazionale offre per comprendere le cause del male-essere e perché si è generato, l’operatore utilizza le sue competenze per “guidare” la persona verso il proprio individuale processo di autoguarigone. Questo è il vero significato del “non fare’, che non significa non fare nulla per l’altro ma, piuttosto, è “fare senza fare”, offrire, cioè, al ricevente l'appoggio e quella comprensione, per guidarlo verso uno Stato Innato di Bene-Essere senza appropriarsi delle sue conquiste. ASSENZA DI INTENZIONE “Non fare” è interiorizzazione dell’agire, è assenza di intenzione. Significa mettersi a disposizione senza farsi carico di responsabilità non nostre. Significa anche non attaccarsi al risultato ma osservare l’altro e la sua condizione energetica con profonda partecipazione, ma, con altrettanto distacco; senza voler, in alcun modo, interferire con il processo di crescita e di auto guarigione dell’altro. Una guida ci porta da qualche parte: tutto il resto lo fa chi si affida alla guida. In una sessione di suonoterapia noi siamo le “guide”, siamo i facilitatori, tutto il resto lo fa il ricevente. Se l’altro sta meglio allora è giusto gioire cercando di eliminare il pensiero che siamo stati noi a farlo. Questo ci metterebbe in una posizione di fragilità dato che, se il ricevente non dovesse stare meglio, potremmo sentire di aver fallito. Cerchiamo di fare del nostro meglio ma senza l'attaccamento dell'Ego verso il risultato. by Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente e Direttrice Didattica, Fondatrice dell'Accademia. Professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi in merito. Ti va di lasciare un tuo commento?
Cos'é la Medicina Vibrazionale La Medicina Vibrazionale considera l’essere umano come un campo energetico complesso, in costante interazione con se stesso e con l’ambiente circostante. Secondo questo approccio, la salute non è soltanto assenza di malattia, ma uno stato di equilibrio dinamico tra corpo, mente, emozioni e spirito. Alla base di questa visione vi è il principio che tutto nell’universo è vibrazione. Ogni cosa, dalle cellule del nostro corpo ai nostri pensieri, emette una frequenza. Il corpo umano può essere quindi paragonato a una grande orchestra: ogni organo, tessuto, emozione o pensiero rappresenta uno strumento che contribuisce all’armonia complessiva del sistema. Quando tutti questi “strumenti” suonano all’unisono, la persona vive in uno stato di benessere. Ma quando anche solo una di queste frequenze si discosta dal suo tono naturale, si crea una dissonanza vibrazionale. Questa disarmonia, se non riconosciuta e trattata in modo adeguato, può sfociare in un disagio più profondo e, col tempo, manifestarsi come male-Essere fisico, emotivo o mentale. Le Radici dello Squilibrio Secondo la Medicina Vibrazionale, ogni disturbo o sintomo è la manifestazione visibile di un blocco energetico più profondo. Questo blocco può derivare da traumi emotivi, stress prolungati, pensieri disfunzionali, relazioni tossiche, ambienti inquinati o stili di vita non in armonia con la propria natura. Questi fattori agiscono a livello sottile, alterando il flusso della forza vitale innata, conosciuta nelle tradizioni orientali come Qi (in cinese), Prana (in sanscrito) o Energia vitale (in contesti occidentali). Quando questa energia viene ostacolata o compressa, l'organismo perde gradualmente la sua naturale capacità di autoregolazione e autoguarigione. Gli obiettivi della Medicina Vibrazionale L’obiettivo della Medicina Vibrazionale non è quello di combattere la malattia o eliminare il sintomo in modo isolato, ma di ripristinare l’armonia globale dell’essere. Si tratta di un processo di riconnessione con la propria essenza, con la saggezza del corpo e con la propria verità interiore. A differenza della medicina convenzionale, che si concentra sull’analisi della patologia e sull’applicazione di protocolli standardizzati, la Medicina Vibrazionale adotta un approccio personalizzato, basato sull’ascolto attivo e sull’osservazione del consultante nella sua totalità. Vengono esplorati i vari aspetti della vita dell’individuo – personale, relazionale, sociale, lavorativo, emotivo e spirituale – per comprendere da dove nasce la disarmonia e come possa essere riaccompagnata verso l’equilibrio. Ogni persona è unica, e di conseguenza ogni percorso terapeutico sarà unico. Un percorso coerente di riequilibrio energetico comprende la ri-armonizzazione dell'effetto (sintomo/segnale) e della causa (conflitto) che nella maggior parte dei casi è di natura psico-energetica. Quando la “forza vitale innata” è ostacolata, l’organismo perde la sua capacità di funzionare normalmente e ne deriva la malattia. Nella Medicina Vibrazionale si presuppone che qualunque “guarigione” provenga dall’interno attraverso l’intelligenza innata della forza vitale (Qi) e, pertanto, non viene trattata la malattia o i sintomi, ma si agisce affinché questo impulso innato non incontri interferenze e possa agire in piena forza e vitalità. Il Ruolo del Suono e delle Frequenze Tra gli strumenti utilizzati nella Medicina Vibrazionale vi sono le tecniche sonore-vibrazionali, come i bagni sonori, le campane tibetane, i diapason terapeutici, i canti armonici e dispositivi che emettono frequenze specifiche. Il suono ha la capacità di penetrare profondamente nel corpo e nel campo energetico, agendo laddove il linguaggio verbale non arriva. Le vibrazioni prodotte da questi strumenti interagiscono con le cellule, i liquidi corporei e i centri energetici (chakra), favorendo il rilascio di tensioni, l’emergere di emozioni represse e il ristabilimento dell’armonia interna. Ogni sessione di suonoterapia può essere vissuta come un viaggio interiore, dove il suono diventa guida, medicina e messaggio. Il partecipante non è un paziente passivo, ma un co-creatore del processo di guarigione. La Forza Vitale come Guida nel Processo di Guarigione Nella Medicina Vibrazionale si parte dal presupposto che ogni autentico processo di guarigione debba avvenire dall’interno. Il corpo possiede un’intelligenza innata, una saggezza antica e silenziosa che sa esattamente come autoripararsi, a patto che venga messo nelle condizioni di farlo. Il ruolo del terapeuta, in questo contesto, non è quello di "aggiustare" qualcosa, ma di rimuovere le interferenze che ostacolano il libero fluire dell’energia vitale. Si lavora quindi non sulla malattia in sé, ma sull’ecosistema interiore della persona, affinché il Qi possa agire in piena potenza e vitalità. Quando il Qi scorre libero, la persona sperimenta chiarezza, vitalità, benessere emotivo e una maggiore connessione con sé stessa e con il mondo. Questo è il vero obiettivo della Medicina Vibrazionale: non sopprimere, ma armonizzare; non correggere, ma risvegliare. Una Via verso l'Integrità La Medicina Vibrazionale ci invita a cambiare prospettiva: dalla lotta contro la malattia alla cura della vita. È un invito a mettersi in ascolto del proprio corpo, delle proprie emozioni e dei messaggi sottili che l’anima invia attraverso i sintomi. Non si tratta di sostituire la medicina tradizionale, ma di integrare strumenti e conoscenze che valorizzino la persona nella sua interezza. In un mondo sempre più frenetico e disconnesso, questa pratica rappresenta una via gentile e profonda per ritrovare equilibrio, centratura e armonia. by Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente e Direttrice Didattica, Fondatrice dell'Accademia. Professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi in merito. Ti va di lasciare un tuo commento?
Lo sciamanesimo, così come altri percorsi spirituali e/o olistici, è fatto sia di studio che di esperienza, di sapere e di sentire, di razionalità e di intuito, di fatti tangibili e di energia, perché è indiscutibilmente vero che siamo fatti di spirito e di carne, di cuore e di cervello, che siamo figli della Terra e del Cielo, ma in quanto creature terrene ricadiamo – almeno per una parte del nostro essere – sotto le leggi scientifiche, e la scienza è una realtà. La scienza è l’insieme delle leggi che da sempre spiegano la Natura, la quale è dunque di per sé intrinsecamente “Scienza”. Questo articolo fornisce un ottimo spunto per parlare un po’ del tamburo e dell’aspetto scientifico del suo “funzionamento” nel caso del viaggio sciamanico, ma anche dell’importanza della correttezza delle informazioni e, talvolta, del rigore scientifico persino in ambito spirituale e olistico. Alcuni sostenitori della filosofia New Age contemporanea direbbero: “Il battito del tamburo riproduce le stesse vibrazioni e lunghezze d’onda del battito cardiaco, ed è quindi in sintonia con il ritmo della terra e del cosmo”. Certamente il primo “tamburo” che percepiamo nella nostra vita è il cuore di nostra madre, quando siamo ancora uniti a lei nel suo grembo. Ma questo non è il caso del tamburo quando viene utilizzato per il viaggio sciamanico. Tantomeno è corretta l’affermazione che il tamburo riprodurrebbe “le stesse” vibrazioni e lunghezze d’onda del battito cardiaco: Ogni tamburo è diverso, sia da un punto di visto energetico-spirituale, che da un punto di vista fisico: diversa tecnica costruttiva, diversi materiali e loro spessori, diverse dimensioni (ampiezza e profondità della cornice). Per questo motivo, nonostante si armonizzi con il cuore, la madre terra o il cosmo in termini energetici è approssimativo (o scientificamente scorretto) affermare che ricalchi le stesse frequenze del cuore come organo. “(...) ed è quindi in sintonia col ritmo della terra e del cosmo”. Quello del cuore è un ritmo, mentre per la Terra si parla di una frequenza, la Frequenza o Risonanza di Schumann per l'esattezza. Se proprio dovessimo tradurre, il battito cardiaco (ovvero un ritmo tra 70 e 75 bpm) in Herz, otteniamo un range tra 1,17 e 1,25 Hz. La Risonanza di Schumann si aggira attorno ad una media di 7.8-8 Hz, dato molto interessante, come vedremo. Il nostro cervello in stato di normale veglia emette onde Beta (circa 14-30 Hz), mentre le onde Alpha caratterizzano uno stato di veglia molto rilassato, e sono soglia agli stati iniziali di meditazione o coscienza alterata: il dato interessante in rapporto alla risonanza di Schumann, è che il range delle onde Alpha è di circa 8-14 Hz. Consideriamo, infine, che per entrare in un effettivo stato alterato di coscienza serve che il cervello entri in onde Theta, che coprono un range tra i 4 e gli 8 Hz. Per ottenere questo “shift” delle onde cerebrali, è necessario che il tamburo venga suonato con un ritmo che può andare dai 3 ai 7-8 battiti al secondo (quest’ultimo è il ritmo normalmente utilizzato nella pratica sciamanica). La soglia tra lo stato di veglia e quello di coscienza alterata, è proprio intorno a quei 7-8 Hz e a partire dagli anni '50 sono stati condotti degli studi sulla supposizione che questo dato non sia affatto casuale. La frequenza dell’universo, conosciuta come Radiazione Cosmica di Fondo (ovvero una sorta di “eco” dell’energia sprigionata dal Big Bang), grazie ad un esperimento durato dal 1999 al 2008, è stata misurata tra i 26 e i 36 Ghz, dove 1 Ghz è pari ad un miliardo di Hz: siamo decisamente lontani dai 7-8 Hz della Terra e dal 1.25 Hz del battito cardiaco. <<Più che mai è evidente che abbiamo a che fare con il cervello e non con il cuore.>> Il suono del tamburo ha un doppio effetto sonoro-vibrazionale sulla persona, ovvero sia a livello mentale (con un quasi certo passaggio del cervello dalle onde Beta della veglia alle Theta, che in alcuni casi possono persino arrivare alle Delta, le più profonde), sia a livello fisico e cellulare, tanto che si parla spesso di massaggio sonoro-vibrazionale: la potente vibrazione del tamburo viene percepita nettamente a livello tattile dall’organo di senso più esteso che possediamo, la pelle, ed è in grado di entrare a fondo in noi, mettendo in movimento l’acqua di cui siamo fatti e dunque facendo entrare la vibrazione a livello cellulare. In questo senso, come vedete, il tamburo è davvero uno degli strumenti più potenti, in tutti i sensi. Questo breve excursus spiega dunque perché nel corso di un trattamento sonoro-vibrazionale con il tamburo (soprattutto se questo è di grandi dimensioni e quindi dotato di una “voce” potente) l’azione energica del tamburo venga limitata ai chakra inferiori, fino al plesso solare e appena avvicinata a quello del cuore: volendo lavorare sui chakra più alti col tamburo è necessario un approccio diverso, molto dolce ed esperto. Come dico sempre quando presento il mio seminario sciamanico base, entrare nel mondo dello sciamanesimo è un’avventura che coinvolge tutto di noi, anima, cuore, mente, corpo, perché noi siamo un tutt’uno indissolubile. Viviamo le nostre esperienze sciamaniche guardando con gli occhi del cuore e dell’anima, ma dobbiamo sapere che queste hanno luogo e sono possibili solo grazie al corpo e alla mente. Conoscere le reali ragioni scientifiche di come tutto ciò “funzioni” non significa perdere nulla della sua bellezza, quanto piuttosto acquisire in consapevolezza e sicurezza. Penso sia di assoluta importanza che chi si pone come guida o insegnante per altre persone sia in grado di veicolare tanto la meraviglia di questa esperienza, quanto le corrette informazioni “tecniche” che permeano il sostrato. Non è necessario perdere la magia, ma porre attenzione e imparare a osservare a fondo, fino a saper riconoscere gli “ingredienti”, perché, come in una ricetta, una volta che la pietanza è pronta, possiamo dimenticare di conoscere i singoli componenti e possiamo godere il sapore d’insieme. By Chiara Comani Operatrice Olistica, Esperta di Sciamanesimo Transculturale Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi in merito. Ti va di lasciare un tuo commento?
Per diventare Operatore Olistico in Suonoterapia occorrono cinque competenze fondamentali: la pratica professionale degli strumenti sonori, un percorso personale di crescita, nozioni di anatomia e fisiologia, conoscenza dei sistemi energetici, e la capacità di condurre una valutazione energetica coerente. In questo articolo, il primo di due parti, vediamo nel dettaglio cosa significa ciascuna di queste competenze e perché è importante per chi vuole esercitare questa professione con serietà. Cos'è la visione olisticaIl termine "olistico" deriva dal greco holos, che significa intero, totale. Il corpo umano è un organismo unitario, in cui ogni funzione è connessa alle altre attraverso un meccanismo complesso e integrato. Le discipline olistiche, in coerenza con questo principio, si rivolgono alla persona considerando insieme gli aspetti fisici, mentali ed emotivi, senza isolarne uno dagli altri. Cosa fa l'Operatore Olistico in SuonoterapiaL'operatore interviene come facilitatore dell'equilibrio psicofisico della persona, attraverso tecniche e strumenti sonori e vibrazionali pensati per agire sul sistema energetico nel suo complesso. Opera con tecniche energetiche e vibrazionali volte a sostenere un naturale processo di consapevolezza e di riequilibrio, e può collaborare, direttamente o indirettamente, con i professionisti della salute per promuovere il benessere generale della persona. Come si svolge una sessione di SuonoterapiaDurante una sessione di Suonoterapia — da non confondere con la Musicoterapia, una disciplina distinta — l'operatore individua, attraverso un'attenta valutazione energetica, gli squilibri che più hanno contribuito allo stato di malessere riportato dalla persona, e le possibili cause primarie: abitudini scorrette, stress, tensioni accumulate, fattori emotivi. In base ai risultati di questa valutazione, l'operatore individua i trattamenti di Suonoterapia più adeguati per accompagnare la persona verso un maggiore stato di Bene-Essere, nel modo più efficace possibile. Le competenze fondamentali da acquisireLa Suonoterapia affonda le radici in pratiche antiche, di cui da sempre si conoscono gli effetti benefici del suono e della musica sulla persona, ma come disciplina strutturata è relativamente recente, e per questo richiede una formazione solida e specifica. Vediamo le prime cinque competenze fondamentali; nella seconda parte di questo articolo approfondiremo le ultime necessarie per diventare un operatore completo.
Nella seconda parte di questo articolo continueremo a parlare delle ulteriori competenze necessarie e degli obblighi di legge che un professionista in Suonoterapia deve rispettare, con alcuni suggerimenti su come scegliere un percorso di formazione adeguato. Domande frequentiCosa fa un Operatore Olistico in Suonoterapia?Interviene come facilitatore dell'equilibrio psicofisico della persona, utilizzando strumenti sonori e vibrazionali — voce, campane tibetane, tamburi, diapason, sonagli — scelti in base a una valutazione energetica accurata. Prima individua gli squilibri energetici e le possibili cause del malessere riportato dalla persona, poi seleziona il trattamento più adeguato a quel quadro specifico. Quali competenze servono per diventare Operatore Olistico in Suonoterapia?Cinque competenze fondamentali, da costruire nel tempo: la padronanza pratica e professionale degli strumenti sonori; un percorso personale di crescita e consapevolezza, prima di occuparsi del benessere altrui; nozioni solide di anatomia e fisiologia, per conoscere la struttura e il funzionamento del corpo; la conoscenza dei sistemi energetici — Sistema Energetico Centrale, Sistema Energetico Principale, Sistema Energetico Straordinario e corpi sottili; e la capacità di condurre una valutazione energetica precisa, per interpretare correttamente i segnali della persona. Suonoterapia e Musicoterapia sono la stessa cosa?No, sono due discipline distinte, con basi teoriche, finalità e metodologie diverse. La Musicoterapia nasce in ambito più strettamente psicologico-riabilitativo, mentre la Suonoterapia lavora primariamente sul piano energetico e vibrazionale della persona, attraverso strumenti e tecniche specifiche orientate al riequilibrio del sistema energetico. È necessario studiare i sistemi energetici per diventare suonoterapeuta?Non è obbligatorio, ma fortemente consigliato se si vuole affrontare con serietà questo percorso e questa professione. Conoscere il terreno sul quale si interviene con il suono — cioè i diversi sistemi energetici, le loro funzioni, i loro collegamenti e le informazioni che restituiscono — è fondamentale per poter fare un'Analisi Energetica accurata, e poter così intervenire con il suono in modo specifico, puntuale e calibrato sulle reali necessità della persona. Articoli correlatiCome diventare Operatore Olistico in Suonoterapia (seconda parte) Analisi Energetica Integrata: come valutare la causa del male-essere Laura Schmidt è la fondatrice dell'Accademia di Medicina Vibrazionale, attiva dal 2012 nella formazione professionale di operatori olistici in Suonoterapia. Professionista disciplinata ai sensi della legge 4/2013. Ogni metodo proposto in Accademia nasce dall'integrazione tra ricerca, studio approfondito ed esperienza diretta sul campo.
Se questo articolo ti è stato utile, condividilo con chi potrebbe averne bisogno. Ci farebbe piacere conoscere la tua opinione: lascia un commento qui sotto e raccontaci la tua esperienza o le tue riflessioni. L’accompagnamento verso la fine del percorso della vita necessita di delicatezza, accoglienza, pace. Come un battito di ali di farfalla il suono accoglie e libera... Ed è così che si è svolto da ottobre a dicembre 2019, un progetto sperimentale di Suonoterapia all’Hospice “S. Maria delle Grazie” di Monza della Fondazione Don Gnocchi, dove per tre mesi sono stati eseguiti trattamenti suono-vibrazionali, rivolti ai malati terminali, ai loro familiari e agli operatori sanitari. «L’utilizzo del suono e di frequenze armoniche con strumenti come campane tibetane, diapason terapeutici, tamburo del mare, rav vast ed altri - sottolinea Lina Rossini, operatrice e insegnante di tecniche suono-vibrazionali olistiche - mi ha permesso di lavorare in un contesto sanitario difficile, con l'intento di portare armonia, quiete interiore e benessere psicofisico, fissando come obiettivo primario il miglioramento della qualità della vita. I trattamenti suono-vibrazionali sono un approccio olistico al benessere della persona in senso unitario di corpo, mente, spirito e hanno il preciso scopo di produrre armonia e benessere, mediante l’applicazione di frequenze sonore che interagiscono sul corpo e sulla mente». Diciassette pazienti coinvolti, per oltre cinquanta trattamenti I trattamenti ai pazienti dell’Hospice si sono svolti in ogni singola stanza, che è così diventata il setting dell’esperienza sonora e questo ha contribuito a rendere anche più creativo e accogliente l’ambiente circostante: il tutto si è svolto attraverso un piccolo rilassamento iniziale e poi un lavoro più profondo e incisivo con ogni singolo strumento attorno alla persona, creando così un’armonizzazione sonora o bagno di suoni, in cui il ricevente veniva immerso in una “bolla” di vibrazioni e suoni armonici. «Quando erano presenti dei familiari nella stanza - aggiunge Lina Rossini -, venivano invitati a restare e partecipare alla sessione suono-vibrazionale. Restando comodamente seduti sulla poltroncina, potevano chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalle “coccole sonore” che abbiamo appositamente creato. Complessivamente sono stati seguiti 17 pazienti in fase terminale ed eseguiti un totale di 50 trattamenti individuali. Dalle testimonianze e dai risultati finali, è emerso un interessante cambiamento dello stato iniziale dei soggetti trattati, passati da stati di stanchezza, agitazione, stress e dolore a chiari stati di rilassamento psicofisico, quiete e momenti di “pace interiore”». Altrettanto interessante e positiva si è rivelata la sperimentazione sugli operatori sanitari, dove attraverso la compilazione di un questionario si è evidenziato come risultato finale un cambiamento positivo e significativo: maggior benessere psicofisico rispetto allo stato iniziale, con diminuzione di rigidità fisica, ansia e stress per tutti i soggetti trattati. Ogni trattamento, della durata di circa quindici minuti, è avvenuto nella più completa tranquillità, in un setting molto tranquillo e silenzioso: questo ha permesso a ogni singolo operatore di poter staccare dal reparto e dai pensieri, ritagliandosi un momento solo per il proprio benessere. «Si deve tener conto - continua Lina Rossini - che la persona è fatta di diverse dimensioni: fisica, intellettuale, emotiva, sociale e spirituale, ed è quindi di estrema importanza avvalersi sempre di più di un modello di medicina integrata che comprenda la giusta attenzione a tutti questi aspetti dell’essere umano, con una dimensione olistica di attenzione che contempli una visione totale della persona. Riuscire ad ottenere “un momento di pace interiore” risulta essere un risultato importante in una situazione così estrema come lo stadio terminale di una malattia». Le testimonianze di malati, familiari e operatori Lo testimoniano ritorni come “Questo trattamento mi distende e mi toglie il dolore alla fine mi sento tranquilla e diversa”, oppure “Una sensazione meravigliosa lungo tutto il corpo, quasi inspiegabile: suggerisco di dedicare più tempo per i pazienti in questo tipo di attività”, da cui risulta quanto sia importante ricercare ed entrare in contatto con un’armonia interiore, che possa dare sollievo al dolore sia emotivo che spirituale, nel momento più delicato della malattia. Per molti è stata un’esperienza di ascolto e di percezione, di accudimento e di attenzione, di armonia e di consapevolezza, dove la magia degli strumenti ancestrali ha creato una realtà diversa, di benessere e leggerezza. La suonoterapia - disciplina che si basa in modo fondamentale sull’ascolto empatico, sulla connessione interiore, sull’equilibrio energetico e sull’armonia - non può che offrire un aiuto importante in un contesto di cure palliative. E ed è per questo che si rendono necessari maggiori approfondimenti e ulteriori sperimentazioni. by Lina Rossini
Professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 La Suonoterapia ed il Canto Naturale: un aiuto concreto per la neo-mamma ed il suo bambino.5/2/2018 "La donna è l'artista dell'immaginazione e il bambino nell'utero è la tela su cui dipinge i suoi quadri " Paracelso (1493-1541) IL CANTO AIUTA A TENERE A BADA LE CONTRAZIONI DURANTE IL PARTO
Durante il travaglio mi sono ritrovata, naturalmente a canticchiare, perchè ho sentito che mi aiutava a lasciare andare il dolore provocata dalle contrazioni uterine, riuscivo a rimanere più calma, concentrata e a non disperdere le mie energie urlando o contorcendomi per il dolore. Ciò è stato un bene, questo mi ha permesso di affrontare il momento del parto vero e proprio con più forza ed energia ed è così che ho scoperto che il Canto Naturale è di grandissimo aiuto sia durante il parto che in gravidanza. L'UDITO E' IL PRIMO SENSO CHE SI FORMA NEL NASCITURO L'udito è il primo senso a formarsi: le orecchie iniziano a svilupparsi dopo pochi settimane di concepimento. il sistema uditorio del cervello a 26 settimane. Il bambino in pancia ascolta i battiti del cuore della mamma, la sua respirazione e i sui suoni digestivi. E' in grado di sentire la voce della madre e di coloro a lei vicini; questi suoni diventano familiari al bambino ancora prima della nascita. IL CANTO MATERNO IN GRAVIDANZA AIUTA LA RELAZIONE MAMMA-FIGLIO I bambini le cui madri, durante la gravidanza, hanno ricevuto regolarmente trattamenti di Suonoterapia e Canto Naturale mostrano una netta mancanza di tensione e di ansia mentre crescono. Inoltre, recenti studi hanno dimostrato che il canto materno svolge un’influenza significativa e ampia interessando l’ambito relazionale, emotivo, attentivo e cognitivo del bambino. Il canto di ninnananne, filastrocche, canzoncine riesce spesso a calmare il piccolo, a ridurne il pianto, a farlo addormentare. Favorisce le relazioni emozionali reciproche e avvicina psicologicamente chi canta e chi ascolta, contribuendo alla formazione della relazione di attaccamento tra madre e bambino. Inoltre aumenta l’attività motoria, il tempo di attenzione e il livello di attivazione del bambino. LA SUONOTERAPIA AIUTA A RILASSARE LA MAMMA E IL BAMBINO IN GREMBO Se una madre canta in gravidanza - e non sono necessarie possedere grandi doti canore per farlo - il suo timbro acuto stimola il bimbo dalla vita alla testa: in questi casi il neonato avrà sviluppato una certa solidità alla nuca e agli arti superiori. Il Canto Naturale viene adottato anche in alcune fasi del travaglio: un canto dolce e rilassante aiuta la donna a frenare la tensione e a concentrarsi di più sul momento che sta vivendo e sul respiro. In quei momenti è di aiuto anche immaginare scene di paesaggi naturali che creano distensione nel fisico e nello spirito. Durante la gravidanza la Suonoterapia ed il Canto Naturale aiutano a rilassare l'animo della gestante e quello del piccolo che ha in grembo. La mamma impara ad ascoltare se stessa, i suoi suoni interni ed si abitua ad una certa rilassatezza emotiva che l’aiuterà anche nel momento del parto. La musica, il canto, il suono e le vibrazioni aiutano a eliminare l’ansia e lo stress, perché facilitano la produzione di endorfine le quali hanno la capacità di rilassare la tensione muscolare che la donna ha accumulato durante tutta la giornata anche a causa del peso da portare. LA MUSICA CONTRIBUISCE ALLO SVILUPPO DEL NASCITURO Molteplici studi hanno evidenziato che la musica contribuisce allo sviluppo del bambino - favorendo una più profonda conoscenza di sé stesso; - affinando le modalità di comunicazione con gli altri e preparando il bambino alla futura vita sociale; - sviluppando importanti abilità che possono essere utili anche in altri contesti quali ad esempio: l’attenzione, la concentrazione, la memorizzazione, la perseveranza, la motivazione; - favorendo il libero sviluppo della personalità. Se l'articolo ti è piaciuto, e se ne hai voglia, lascia la tua opinione nei commenti. by Laura Schmidt Suonoterapeuta, Docente e Dirttrice Didattica, Fondatrice dell'Accademia. Professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 Per mia personale esperienza mi sono trovata molte volte a dover rispondere a domande quali :" ...Ma queste campane/diapason suonano ? Non le sento". Oppure: "...Ho comprato una campana e la metto vicino all'orecchio per sentire meglio il suono, faccio bene?" Con questo mio articolo cercherò di chiarire questi dubbi amletici facendo un pò di chiarezza tra la differenza del suono uditivo e suono pervasivo. Sentire con le orecchie ci da' modo di decodificare i suoni e questo sistema viene utilizzato molto in musicoterapia, dove l'ascolto musicale e la decodifica del linguaggio sonoro sono le fondamenta di tale disciplina. Per quanto riguarda invece la suonoterapia, l'applicazione di precise frequenze crea un dialogo tra le strutture biologiche del corpo umano le quali rispondono, per risonanza, alla legge del suono che si propaga attraverso i tessuti non uditivi ed energetici. I tessuti che mediano le onde acustiche a livello corporeo sono :
Nel tessuto connettivo muscolare la trasmissione di vibrazioni meccaniche viene esercitata da strutture diverse a seconda del tipo di tessuto:
Il sistema di cellule ciliate e' formato da cellule che avvertono diverse frequenze come ad esempio quelle presenti nel vestibolo ed e' per questo che esposizioni prolungate a forti rumori possono causare problemi di equilibrio. I microvilli intestinali sono in grado di recepire in modo chiaro le diverse frequenze. Le cellule presenti nei ventricoli cerebrali sono sensibili alle onde elettromagnetiche, acustiche e sollecitazioni meccaniche. Le ossa sono mediatrici del suono dato che il tessuto stesso e' composto da tessuto spugnoso in cui e' presente acqua. A questo proposito è bene ricordare che nel nostro organismo è presente un'alta percentuale di acqua e di liquidi e che nell'acqua il suono si propaga alla velocitò di 1.500 m/s contro i 350 m/s dell'aria. Le qualità' del suono quindi non sono legate esclusivamente al fenomeno acustico ma comprendono soprattutto ciò che chiameremo fenonemo pervasivo e che coinvolge tutto il corpo e l'intero sistema energetico. Il nostro corpo puo' essere considerato una cassa armonica, un risonatore a sistemi complessi. Il ricercatore Fabien Maman, alla fine degli anni 80, condusse una serie di esperimenti su cellule sane e cellule cancerose e l'effetto che il suono prodotto da diversi strumenti, tra i quali anche la voce umana, aveva su questi gruppi di cellule. Scattando delle fotografie dopo ogni emissione sonora, registrò l'esplosione delle cellule cancerose mentre le cellule sane entravano in risonanza con la struttura armonica del suono rivelandosi flessibili ed in grado di ricevere e restituire energia. Inoltre Maman scoprì che il suono, nel rivitalizzare le cellule sane, migliorava l'integrazione con le altre cellule rallentando in questo modo i processi degenerativi e rendendo l'organismo umano una struttura armonica e "coerente". Secondo le medicine orientali, l'Essere Vivente, oltre che da organi, visceri ed ossa, e' composto anche da vibrazioni, frequenze ed onde di energia. Questa energia, conosciuta anche come Ch'i, Ki o Prana, fluisce attraverso i corpi sottili, i chakra, i canali energetici, il sangue, i tessuti, gli organi, ecc. Nel secolo scorso Einstein dimostro' che materia ed energia sono i due aspetti della stessa sostanza universale, confermando anche in occidente ciò che nelle filosofie orientali è un fenomeno conosciuto da millenni: tutto è Energia, tutto è vibrazione. Ciò sta a significare che l'energia primaria o vibrazione di cui anche noi siamo composti è ciò che compone l'intero Universo. Il Sistema Energetico umano, in linea generale, e' formato da:
Secondo la visione orientale, ma negli utlimi anni anche la medicina occidentale è approdata a tale conclusione, la maggioranza delle patologie ha la sua origine nei conflitti emozionali, dai quali derivano le cosiddette malattie psico-somatiche. I conflitti emozionali, secondo la medicina orientale, si evidenziano, in prima battuta, nei corpi sottili e nei diversi sistemi energetici impedendo il libero fluire del Ch'i evidenziandosi, in seguito, come blocchi di energia accumulata in specifici punti/ zone del corpo fisico, a seconda del tipo di conflitto che le ha generati. Da ciò possiamo dedurre che esiste una precisa corrispondenza tra corpo, mente e spirito come anche tra energia, emozione e salute. Riassumendo, la Suonoterapia si ascolta con l'intero corpo - fisico ed energetico - essendo esso stesso corpo sonoro, con proprie frequenze, risonanze e vibrazioni. Ciò spiega perchè, ad esempio, in un trattamento con le campane tibetane, queste "suonano" su ogni persona in modo differente o perchè durante una seduta di suonoterapia, anche quando non si "sente" con le orecchie, si ottengono ugualmente dei reali benefici quali: rilassamento corporeo, sblocco di tensioni fisiche ed emotive, recupero di vitalità, riduzione dell’ansia, dello stress, della paura, della nausea e del dolore. Per concludere, cito una frase tratta dal "Libro dell'inquietudine" di Fernando Pessoa, poeta, scrittore e aforista portoghese del XX secolo che, in poche righe, descrive l'essenza di ciò che siamo...suono e vibrazione: "La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timpani e tamburi. Mi conosco come una sinfonia." by Daniela Cavallini Professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 |
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Luglio 2026
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